Vorrei permettermi di giocare con un amico, mettendo da parte per un momento il vino per fare spazio ad una forma di piccola invidia dovuta alla capacità di Luca di essere sempre in tiro e con la giusta cravatta. Eroe… E poi il dono dell’ubiquità che sembra appartenergli come a nessun altro. Poi però, mi tolgo il cappello (oops, anche quello ce l’ha solo lui) di fronte al modo dinamico di comunicare il vino di Luca. Attento alla forma, ad un linguaggio fuori dagli schemi, ad un mood capace di creare engagement. Raramente vedo, in tema di personal branding, le attenzioni che Luca mette nel suo modo di comunicare. Un modo di comunicare che a qualcuno potrà dare anche fastidio ma io credo che per il vino l’eccesso di omologazione sia un limite, per cui… bravo Luca!




















