Casa Pisoni, il nuovo volto del Trentodoc presentato a Roma tra identità, territorio e metodo classico

Nel panorama sempre più competitivo delle bollicine italiane, costruire un’identità chiara è diventato fondamentale. È da questa esigenza che nasce Casa Pisoni, il nuovo progetto della storica famiglia Pisoni presentato a Roma negli spazi dell’Hotel Chapter di Roma. Un debutto che non rappresenta soltanto un rebranding, ma una vera dichiarazione d’intenti: dare un nome preciso e riconoscibile all’universo Metodo Classico e Trentodoc della famiglia trentina.

A raccontarlo è stato Elio Pisoni, spiegando come Casa Pisoni sia il risultato naturale di un percorso iniziato oltre 170 anni fa.

“L’azienda Pisoni esiste dal 1852 e nel tempo si è evoluta molto”, racconta Elio. “Abbiamo sentito l’esigenza di dare maggiore identità a un comparto strategico per noi, quello delle bollicine Metodo Classico Trentodoc, che negli anni è cresciuto tantissimo. Casa Pisoni rappresenta oggi il mondo delle nostre bollicine”.

Una scelta che si traduce anche in una filosofia produttiva estremamente netta. Nessun assemblaggio di vitigni, ma interpretazioni in purezza: Chardonnay, Pinot Nero, Rosé Blanc de Noirs e persino Pinot Bianco, quest’ultimo nato quasi come una sperimentazione e oggi diventato una delle etichette più distintive della gamma.

“Sono scelte radicali e molto precise”, spiega Elio. “Abbiamo deciso di utilizzare un solo vitigno per ogni bottiglia, perché vogliamo che il consumatore riconosca chiaramente le caratteristiche varietali nel bicchiere”. A rafforzare ulteriormente questa ricerca identitaria c’è anche la scelta di produrre esclusivamente millesimati. Ogni bottiglia racconta una sola annata, con tutte le sfumature climatiche che ne derivano.

“Ogni vendemmia deve esprimere la propria personalità”, sottolinea Elio. “Lo Chardonnay deve mantenere le sue note fruttate, il Pinot Nero i profumi di piccoli frutti rossi come mirtilli e fragoline, mentre il Pinot Bianco regala una componente più esotica”.

Accanto alla purezza varietale, Casa Pisoni mantiene un forte legame con la tradizione del Metodo Classico. Il remuage, ad esempio, viene ancora effettuato manualmente sulle pupitre, dopo lunghi affinamenti sui lieviti in una grotta scavata nella montagna, dove la temperatura resta naturalmente costante.

Ma il vero protagonista del racconto resta il territorio. La famiglia Pisoni opera infatti nella Valle dei Laghi, in Trentino, tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, una delle aree più vocate per la produzione di basi spumante di qualità. “Viviamo in un territorio unico”, racconta Elio. “Abbiamo un microclima quasi submediterraneo grazie alla vicinanza del Garda, ma allo stesso tempo la notte arrivano correnti fredde dalla forra del Sarca. Questa forte escursione termica ci permette di ottenere uve con acidità molto eleganti e perfette per il Metodo Classico”.

Un’identità territoriale forte che si intreccia inevitabilmente con le nuove dinamiche del mercato. Perché produrre Metodo Classico significa fare scelte oggi per vini che arriveranno sul mercato tra molti anni. “Il mercato è il giudice supremo”, osserva Elio. “Nel Metodo Classico è ancora più difficile, perché produci oggi per vendere tra cinque o sei anni. Noi vediamo una tendenza verso dosaggi più bassi e maggiore attenzione alla qualità”. Proprio per questo Casa Pisoni ha ampliato la propria gamma puntando sugli Extra Brut e su uno stile sempre più orientato all’eleganza e alla precisione.

Secondo Elio, il consumatore contemporaneo beve meno rispetto al passato, ma sceglie con maggiore attenzione e consapevolezza. Un fenomeno che emerge chiaramente anche dal crescente interesse verso l’enoturismo. “I giovani bevono meno, è vero, ma sono molto più curiosi”, racconta. “Vediamo tanti ragazzi tra i 25 e i 30 anni arrivare in cantina con voglia di capire, informarsi e conoscere davvero il vino”.

Ed è proprio sull’accoglienza che la famiglia Pisoni sta investendo con decisione. A fine anno inizieranno infatti i lavori per una nuova struttura dedicata all’ospitalità e all’enoturismo, confermando quanto il rapporto diretto con il territorio e con i visitatori sia diventato centrale anche per il futuro del vino italiano.

L’invito finale di Elio è semplice ma autentico: andare a scoprire quel piccolo angolo di Trentino dove nascono le bollicine di Casa Pisoni. “Vi aspettiamo a Pergolese, nella Valle dei Laghi, tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta. È un territorio meraviglioso e saremo felici di accogliervi”.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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