Francesco Avallone, il Falerno e l’eredità di una storia che guarda al futuro

Si è svolto lo scorso 20 giugno, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, il pomeriggio-evento promosso dal Senato della Repubblica per celebrare il centenario della nascita dell’avvocato Francesco Avallone. Un’occasione per ricordare il protagonista della rinascita del Falerno del Massico e per riflettere sul valore culturale di un vino che affonda le radici nell’antica Roma. Un racconto lungo oltre duemila anni che, grazie alla visione e alla determinazione di un uomo, è tornato a vivere.

Come ha raccontato la famiglia Avallone durante l’incontro, il progetto del Falerno nasce proprio dalla tenacia del loro padre. Dopo la devastazione della fillossera nell’Ottocento, che cancellò per oltre un secolo la presenza di questo vino leggendario, Francesco Avallone avviò un lungo lavoro di ricerca e recupero, selezionando le varietà autoctone originarie dell’epoca romana e ripiantando i vigneti sugli stessi terreni che, ai tempi di Giulio Cesare e Cleopatra, producevano il celebre Falerno.

E’ stata l’occasione per ricordare come il Falerno moderno, pur portando con orgoglio dentro di sé 2 500 anni di storia, sia anche “un prodotto che guarda al futuro”. I giovani imprenditori di Villa Matilde hanno affrontato con schiettezza il rapporto con nuove generazioni, ponendosi l’obiettivo di costruire un linguaggio culturale più coinvolgente e autentico attorno al vino.

In proposito hanno spiegato che la loro “grande squadra”, sostenuta da “genitori grandiosi”, permette loro di continuare a portare avanti l’eredità del Falerno “senza intoppi”, pur restando perfettamente bilanciati. La presenza di due generazioni nuove alla guida lascia intravedere una prospettiva di crescita internazionale, con la volontà di espandere l’impronta del Falerno in mercati emergenti, valorizzando radici e innovazione in egual misura.

Il pomeriggio si è concluso con un momento particolarmente sentito: la presentazione di una selezione limitata, meno di 2000 bottiglie, di magnum “Francesco Avallone – 1925”, realizzate con i migliori grappoli della Vigna Camarato, come omaggio della famiglia al fondatore di Villa Matilde. Un gesto che ha voluto essere non solo un tributo personale, ma anche un segno di gratitudine da parte dell’intero territorio, che oggi può vantare un patrimonio enologico nuovamente riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Un evento che ha dimostrato come la passione e la visione, quando unite a un progetto familiare solido e generazionale, rendano il vino non solo un prodotto, ma un testimone vivo di storia, identità e innovazione.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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