Dalla voce di Marco Oreggia e Laura Marinelli, il racconto di una guida in continua evoluzione.
Flos Olei torna a Roma rinnovando il suo ruolo di osservatorio internazionale sull’olio extravergine d’oliva. L’edizione 2026 si presenta come un viaggio globale che ingloba 57 Paesi, 500 produttori, 92 carte territoriali e oltre 760 oli selezionati. Numeri che confermano la guida ideata da Marco Oreggia e Laura Marinelli come la mappa più autorevole dell’olivicoltura mondiale di qualità.
«Ogni anno inseriamo nuove realtà territoriali» racconta Marco. «Per il 2026 completiamo il percorso spagnolo con l’ingresso delle Isole Canarie, quindicesima regione della Spagna presente in guida». Non solo ampliamento geografico, ma anche nuove voci produttive: un mosaico di eccellenze che dimostra come l’olio di qualità sia ormai un fenomeno globale, capace di raccontare biodiversità, culture agronomiche e approcci differenti all’extravergine.
Accanto alla parte tecnico-produttiva, Flos Olei sottolinea l’importanza del consumo consapevole. «L’olio non è un semplice grasso da cucina: è un ingrediente a tutti gli effetti» spiega Laura. Fruttato leggero, medio o intenso: già da questa distinzione si apre il gioco degli abbinamenti. Un fruttato leggero valorizza i piatti più delicati, un fruttato medio accompagna preparazioni più strutturate, mentre un fruttato intenso è perfetto per elaborazioni ricche e saporite.
L’olio diventa così un elemento estremamente versatile, capace di sorprendere anche in combinazioni insolite, come nell’alta pasticceria: «Lo vediamo ormai anche sul gelato: ma prima serve conoscenza, poi creatività».
Sul fronte del consumo medio, la strada è ancora lunga. «C’è molto da lavorare» ammette Marco. «Sugli scaffali della grande distribuzione troviamo spesso prodotti standardizzati e di basso profilo organolettico. L’etichetta dice extravergine, ma il contenuto non sempre lo è davvero». L’invito è quello di cercare produttori autentici, scoprire territori e utilizzare strumenti come la guida per orientarsi nella qualità reale. Laura sottolinea l’importanza della formazione: «Solo se sai scegliere puoi scegliere: al supermercato, in una fiera o direttamente in azienda. La cultura è il primo passo».
Il tema dei giovani apre una riflessione più ampia. «Ci sono giovani e giovani» afferma Laura. «Io mi sono avvicinata all’olio quando ho iniziato a cucinare per conto mio: volevo saper scegliere, volevo qualità. È un percorso che nasce dal desiderio di autonomia, di cura, di accoglienza». L’olio, ricorda, è il cuore della dieta mediterranea, parte della triade culturale pane–olio–vino: «Quando ti appassioni alla qualità, dall’olio non scappi più».
Guardando al futuro, Marco annuncia nuovi approfondimenti su Paesi emergenti e un lavoro sempre più rigoroso sui dati: «Raccontare il settore significa essere precisi, soprattutto in un momento complesso come questo». Accanto alla guida, saranno riproposti i tour nazionali e internazionali, con l’obiettivo di creare un ponte stabile tra produttori, ristoratori, buyer, stampa e consumatori.
Flos Olei continua così la sua missione: non solo una raccolta di eccellenze, ma un progetto culturale che unisce chi produce e chi sceglie, chi comunica e chi cucina. Un invito a guardare l’extravergine non come un dettaglio, ma come un ingrediente identitario, capace di raccontare un territorio tanto quanto un grande vino.




















