Taste of Roma riparte dal Gazometro: “Una grande festa per la città e per la nuova cucina romana”

C’è un momento in cui il cibo smette di essere soltanto degustazione e diventa racconto collettivo, energia urbana, incontro tra generazioni e visioni diverse della cucina. È esattamente ciò che sta accadendo al Gazometro di Roma, dove fino al 10 maggio è tornato protagonista Taste of Roma, la manifestazione ideata da Mauro Dorigo e Silvia Dorigo, che celebra quest’anno la sua decima edizione nella Capitale.

Una ripartenza attesa da quattro anni, accolta da un pubblico numeroso in una delle location più suggestive e simboliche della Roma contemporanea: il Gazometro Ostiense, oggi polo di innovazione e tecnologia firmato Eni ed Enilive.

“Ci sentiamo un po’ tra Berlino e Londra e invece siamo a Roma”, racconta Mauro Dorigo ai microfoni di Wining.it durante la serata inaugurale. “È un posto meraviglioso, recuperato in maniera straordinaria da Eni, e crediamo che questo luogo ci vedrà protagonisti per tanti anni”.

L’atmosfera, in effetti, è quella di una grande festa urbana dedicata alla ristorazione contemporanea. Non solo showcooking e degustazioni, ma musica, mixology, vini, cocktail, DJ set e una forte voglia di trasformare il Taste in un evento sempre più inclusivo e trasversale.

“Abbiamo voluto esagerare”, spiega Dorigo. “Quest’anno ci sono 20 ristoranti in rotazione su due turni, 60 piatti da assaggiare, 90 vini in abbinamento, birre, cocktail e una grande novità: il DJ set. Vogliamo che diventi una grande festa per la ristorazione romana, ma soprattutto una grande festa per la città”.

Il format evolve anche nella selezione degli chef. Accanto ai grandi nomi e agli stellati che hanno scritto la storia della manifestazione, trovano spazio nuove generazioni di cuochi e progetti gastronomici emergenti che raccontano una Roma profondamente cambiata negli ultimi anni.

“Abbiamo voluto raccontare la città attraverso i suoi quartieri e attraverso tante novità emerse durante il periodo in cui siamo stati assenti”, continua Dorigo. “Ci sono i grandi maestri, ma anche tanti giovani usciti dalle loro cucine che oggi guidano ristoranti straordinari e ci fanno divertire con i loro piatti”.

Una direzione condivisa anche da Silvia Dorigo, che sottolinea la volontà di rendere il Taste “ancora più inclusivo e accogliente”, aprendosi alle diverse esigenze alimentari con maggiore attenzione al mondo veggie e gluten free.

Sul palco inaugurale sono intervenuti anche Paolo Giuntarelli e Massimiliano Colella, evidenziando il valore culturale dell’evento e il ruolo sempre più strategico dell’enogastronomia nella promozione territoriale.

“Lo scopo di questa manifestazione non è solo far assaggiare dei piatti ma fare cultura”, ha dichiarato Giuntarelli, ricordando come la cucina italiana sia oggi riconosciuta come patrimonio identitario e strumento di attrazione turistica.

Colella ha invece posto l’accento sul significato simbolico del Gazometro: “Questo luogo forniva il gas per l’illuminazione pubblica di Roma. Oggi Eni lo sta trasformando in uno spazio dedicato all’innovazione, alla sperimentazione e alla cultura. Ed è perfetto per ospitare chef che ogni giorno sperimentano nuovi linguaggi del gusto”.

Taste of Roma proseguirà fino a domenica 10 maggio con appuntamenti serali dal mercoledì al venerdì e doppio turno pranzo-cena nel weekend. Un’edizione che segna non solo il ritorno della manifestazione, ma anche una nuova fase per la cucina romana contemporanea: più aperta, dinamica, inclusiva e sempre più capace di dialogare con il pubblico della città.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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