Ci sono momenti in cui un settore si racconta meglio osservandolo dal vivo, nei gesti, nelle mani, nelle scelte. La pizza, oggi più che mai, è uno di questi linguaggi: un equilibrio continuo tra tecnica, identità e visione contemporanea.
È in questo contesto che torna La Città della Pizza, il concorso nazionale che da dieci anni osserva, intercetta e valorizza i talenti dell’arte bianca italiana. E non è un caso che tutto riparta da Roma. La Capitale, ancora una volta, diventa il punto di partenza di un percorso che attraversa il Paese per arrivare a raccontarne le evoluzioni più interessanti.
Il primo appuntamento è fissato per lunedì 4 maggio al Pratesi Hotel Division di Ciampino. Da lì, il viaggio proseguirà con la tappa milanese del 22 giugno, fino ad arrivare alla finalissima del 13 settembre nella cornice di Piazza di Siena, all’interno di Vinòforum. Un percorso che non è solo selezione, ma racconto in movimento di un settore in continua trasformazione.
Arrivare alla decima edizione non è solo una questione di numeri. È la conferma di un progetto che negli anni ha saputo costruire un punto di osservazione privilegiato sul mondo della pizza italiana. Lo sottolinea anche Emiliano de Venuti, ideatore della manifestazione, che definisce La Città della Pizza come un vero e proprio osservatorio sul presente e sul futuro del comparto, capace di dare spazio tanto ai nuovi talenti quanto alle eccellenze già affermate.
E in effetti, è proprio questo il valore più interessante del format: non una semplice competizione, ma un luogo in cui si leggono le tendenze. Tecnica, certo, ma anche sensibilità contemporanea, attenzione alla materia prima, capacità di interpretare un’identità sempre più complessa.
A guidare le selezioni saranno ancora una volta Luciano Pignataro e Luciana Squadrilli, due voci autorevoli del settore, chiamati a valutare ogni dettaglio: dall’aspetto all’impasto, dalla cottura all’equilibrio complessivo, fino alla scelta del topping e dell’olio extravergine. Un approccio che riflette bene quanto oggi la pizza sia diventata un sistema articolato, dove nulla è lasciato al caso.
La competizione si sviluppa in due momenti distinti. Al mattino, i pizzaioli saranno chiamati a confrontarsi con i grandi classici – margherita o marinara – utilizzando ingredienti forniti dai partner: Farina Caputo, Fior di Latte Sorì e Pomodoro Cirio Alta Cucina. È qui che emergono le basi: tecnica, precisione, capacità di lavorare sulla semplicità.
Nel pomeriggio, invece, spazio alla personalità. I migliori otto presenteranno la propria pizza signature, dando forma alla parte più identitaria del loro lavoro. È il momento in cui la pizza smette di essere esercizio e diventa linguaggio.
Al termine di ogni tappa verranno selezionati tre finalisti, che accederanno all’ultima sfida di Piazza di Siena. In palio, un premio da 4.000 euro in prodotti e servizi, ma soprattutto un riconoscimento che negli anni ha dimostrato di poter rappresentare un vero punto di svolta.
Per chi guarda a questo mondo con attenzione, La Città della Pizza è molto più di un concorso. È una fotografia in tempo reale di dove sta andando la pizza italiana. E, come ogni fotografia interessante, non racconta solo quello che è, ma lascia intravedere quello che sarà.
Le candidature sono aperte sul sito ufficiale: www.lacittadellapizza.it




















