Calabria da Bere: identità, ricerca e nuove prospettive nella serata Idylio by Apreda

Una Calabria che non smette mai di sorprendere. È questo il sentimento che ha attraversato la serata speciale organizzata al ristorante Idylio di Francesco Apreda, dove vini, vitigni e visioni future sono stati protagonisti di un racconto corale affidato alla voce di Gennaro Convertini, uno degli interpreti più appassionati della viticoltura calabrese contemporanea.

Calabria, terra di biodiversità infinita

«Ogni volta che parlo di Calabria, c’è sempre qualcosa di nuovo da raccontare». Gennaro lo dice con orgoglio, quasi con la consapevolezza di chi custodisce un patrimonio ancora in parte inesplorato. Una biodiversità ampelografica che non è soltanto un valore identitario, ma un vero capitale genetico: una “banca” che potrebbe rappresentare il futuro della viticoltura italiana. Studi in corso, recupero di varietà antiche e attenzione crescente verso i vitigni autoctoni stanno aprendo prospettive che fino a qualche anno fa sembravano impensabili.

Mantonico: il “rosso travestito da bianco”

Tra le scoperte che incuriosiscono e affascinano, il Mantonico è certamente una delle più emblematiche. Vitigno storico della Locride, tradizionalmente vinificato come passito, si sta oggi affermando anche nella versione secca grazie alla sua struttura importante e alla sua acidità naturale. «Lo chiamiamo il rosso travestito da bianco» racconta Gennaro, sottolineando la forza espressiva e la personalità che questo vitigno può conferire ai vini moderni. Il suo DNA antichissimo — forse uno dei primi ceppi portati dalla Grecia in Italia — aggiunge un ulteriore strato di fascino.

Magna Grecia Metodo Classico: la quinta via delle bollicine italiane

E quando si parla di innovazione, il discorso non può che toccare il mondo delle bollicine. Dal 2013 Gennaro porta avanti il progetto Magna Grecia Metodo Classico, un’idea visionaria che mira a definire una nuova macroarea spumantistica italiana, accanto ai quattro grandi distretti prealpini. Una categoria che raccoglie gli spumanti del Sud prodotti esclusivamente con vitigni autoctoni: un approccio identitario, culturale e tecnico al tempo stesso, che sta contribuendo a riscrivere la geografia delle bollicine tricolori.

L’emozione di un Cirò 1988

La serata all’Idylio ha riservato anche un momento raro: l’assaggio di un Cirò del 1988 portato da uno degli ospiti. Un vino sorprendentemente integro, elegante, lontano dalle consuete aspettative sulla longevità del Gaglioppo di quegli anni. «È probabilmente un vino fatto prima della grande evoluzione stilistica della regione» spiega Gennaro. Un esempio prezioso di come tradizione e tempo possano tracciare traiettorie inedite.

Il futuro: unicità, piccoli produttori e grandi bianchi

Guardando avanti, la Calabria sembra aver deciso di accelerare. Ma senza snaturarsi. Il futuro passa dalla capacità di valorizzare la diversità, senza rincorrere modelli omologati. I piccoli produttori l’hanno capito e stanno portando sul mercato vini autentici, territoriali, spesso sorprendenti. Tra le promesse più luminose, Gennaro individua i vini bianchi: una riscoperta che la Calabria sta cominciando a raccontare con intensità e precisione, come dimostra il Greco Bianco 2021 degustato durante la serata.

Una Calabria che cambia, che studia, che rischia e che cresce. Se questa serata all’Idylio è stata un assaggio del futuro, allora il viaggio è appena cominciato.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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