Enologi e giornalisti a rischio patente?

Inizio questo 2025 alla ricerca della risposta a una domanda che mi pongo già da qualche giorno. Avendo un figlio coinvolto in panel di degustazione e prossimo alla laurea in enologia, la domanda mi nasce spontanea: come farà un giovane enologo, neopatentato, a lavorare tranquillamente senza rischiare nulla di serio?

Già da giorni su chat e gruppi di giornalisti e sommelier il problema è dibattuto. Non intendo però fermarmi a questa categoria in quanto la situazione, per quanto crei grossi disagi, è semplice: o ti fai venire a prendere, o prendi un mezzo pubblico, oppure un taxi. Si potrebbe obiettare che a Roma – ad esempio – pensare a taxi e mezzi pubblici come risorsa possa essere equivalente a fare un terno al lotto, ma ce lo facciamo andare bene…

Il problema però sussiste. Personalmente mi sento meno lucido con due bicchieri di vino bevuti a cena che dopo aver provato – e sputato – 80 campioni di Brunello. Difficile crederci, ma è così, e comunque se la legge dice questo, ce ne faremo una ragione e ci comporteremo di conseguenza.

Voglio però soffermarmi sulla mia “problematica casalinga”.

Mio figlio ha 21 anni ed è fresco di patente. Per legge, per tre anni deve guidare con zero alcol in corpo. Probabilmente, nel post laurea andrà a fare esperienza in qualche azienda. Con altrettanta probabilità – oserei dire certezza – questa azienda non sarà posizionata nel centro città ma in campagna. Con altrettanta probabilità, Federico dovrà provare ed assaggiare. A questo punto la domanda è: come torna a casa?

Mi piacerebbe porre questo quesito al Dr. Cotarella, presidente di Assoenologi.
Se da un lato l’iniziativa “Portami a casa”, che propone di portarsi a casa la bottiglia non finita al ristorante, al fine di limitarne il consumo sul posto, può essere una idea per il consumatore, dall’altra mi domando quale può essere la soluzione per un caso come quello da me evidenziato.

Senza dubbio l’enologo non ha la stessa mission di un giornalista eno-gastronomico, ma se il limite è “zero alcol” Federico, per i prossimi tre anni, dovrà solo guardare e non provare? Si può pensare alla professione di enologo solo guardando?

Non vedo una soluzione. Se qualcuno ha idee in proposito, si faccia avanti.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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