Nel panorama enologico contemporaneo, Tony Sasa si distingue per un approccio unico. Definirlo solo come selezionatore e ambasciatore di grandi vini italiani sarebbe riduttivo: la sua cifra sta nella capacità di trasformare bottiglie, territori e storie in autentiche esperienze da vivere.
La sua carriera, iniziata negli anni ’90, è costellata di riconoscimenti e collaborazioni di alto livello. Nel tempo ha saputo costruire un ponte solido tra le eccellenze italiane e i mercati internazionali, portando l’identità dei nostri territori in oltre cinquanta Paesi e affiancando realtà prestigiose come Il Palagio di Trudie Styler e Sting. Il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere al Merito del Lavoro nel 2024 è stato il sigillo di un percorso che unisce competenza e passione.
Accanto al lavoro di consulenza e distribuzione, Sasa ha ideato format innovativi per raccontare il vino in modo diverso. Con il progetto Sound of Wine, realizzato insieme al percussionista Trilok Gurtu, l’universo enologico si apre a un linguaggio multisensoriale: alle note gustative si affiancano quelle musicali, dando voce al ritmo della natura e al respiro dei borghi vitivinicoli italiani. Non più soltanto degustazioni, ma performance che fondono arte, cultura e convivialità.
Nella video intervista che vi proponiamo , Tony si racconta senza filtri: parla delle sfide dell’export, della necessità di rinnovare il linguaggio del vino e dell’importanza di coinvolgere le nuove generazioni. È un viaggio che invita a guardare oltre l’etichetta, dove il vino diventa emozione, narrazione e identità condivisa.




















