A Vinitaly 2026 l’enoturismo si ritaglia uno spazio importante, portando al centro del dibattito un tema sempre più urgente per il vino italiano: la distanza tra il grande richiamo internazionale dei territori del vino e la reale possibilità di raggiungerli.
La presentazione del Movimento Turismo del Vino, con la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini, in programma il 13 aprile a Verona, porterà al centro dell’attenzione i risultati di un’indagine condotta a fine 2025 su oltre 300 cantine associate in tutta Italia.
Il 2025 ci ha lasciato un dato tanto rilevante quanto sorprendente: a fronte di 104 milioni di turisti stranieri arrivati in Italia (Fonte Alloggiati Web del Ministero dell’Interno), meno del 10% ha visitato una cantina.
L’interesse verso i territori del vino resta alto, ma tra il desiderio di vivere un’esperienza enoturistica e la possibilità concreta di farlo continua a pesare il tema dei collegamenti, della mobilità e dell’accessibilità, percepita e reale.
L’indagine del CESEO dell’Università LUMSA, di cui sono presidente Dario Stefàno e direttore Donatella Cinelli Colombini, curata dal professor Antonello Maruotti sul campione del Movimento Turismo del Vino, restituirà però anche un dato incoraggiante: nelle cantine associate la quota di visitatori stranieri si colloca tra il 35% e il 40%, con percentuali ancora più alte nel Centro e nel Sud. Un segnale che conferma come, dove l’offerta è strutturata e ben organizzata, il pubblico internazionale risponda.
Tra gli elementi che sembrano fare la differenza emergono una comunicazione efficace, informazioni chiare e accessibili, presenza multilingua e capacità di fare sistema attraverso iniziative condivise del Movimento Turismo del Vino come Cantine Aperte e Calici di Stelle. Standard elevati dell’accoglienza, affidabilità e facilità di accesso alle esperienze si confermano fattori decisivi soprattutto per il pubblico internazionale.
Ma dalla ricerca emerge come sia rilevante anche il tema dell’accessibilità fisica. Se da un lato il fascino dell’enoturismo risiede nella scoperta di territori autentici e meno battuti, dall’altro le difficoltà di collegamento e la carenza di servizi possono rappresentare una barriera, soprattutto per le realtà più piccole e isolate.
In questo scenario, il dialogo tra il Movimento Turismo del Vino e il CESEO assume un valore centrale: l’integrazione tra esperienza dei produttori e analisi scientifica consente di leggere in modo più strutturato le dinamiche del settore, individuare criticità e orientare strategie condivise.
L’iniziativa del Movimento Turismo del Vino a Verona proverà dunque a spostare il tema verso una costruzione di soluzioni concrete.




















