Confesso, il problema non me lo ero mai posto prima d’ora. Al fatto che la mozzarella di bufala campana e la pizza potessero avere dei problemi di “accoppiamento” non avevo mai pensato, e c’è voluta la serata da 50 Kalò di Ciro Salvo, organizzata da Sorì azienda casearia campana di Teano per farmi capire quale fosse la problematica, e quale la soluzione.
Il problema nasce dalla maggiore presenza di liquidi nella mozzarella di bufala rispetto al classico fior di latte. La pizza nasce come “differenziazione” dal pane, e quella napoletana – in particolar modo – nasce di fatto come cibo da street food, con una preparazione che prevede la cottura in un forno a mezzaluna capace di garantire quell’alta temperatura che permette alla pizza di trattenere quell’umidità che permette di piegarla e mangiarla.
Il punto è questo, se la mozzarella di bufala ha molti liquidi, come faccio ad aggiungere ulteriore umidità ad una pizza già umida? A questo problema ci ha pensato Sorì, producendo “Bella”, una mozzarella di bufala campana adatta a ogni tipo pizza.
“Bella” è un progetto nato dalla collaborazione tra l’azienda Sorì della famiglia Sorrentino, un’azienda con una grande tradizione familiare che opera nel territorio incontaminato del Parco Regionale di Roccamonfina, al confine tra Lazio e Molise e Ciro Salvo, maestro pizzaiolo tra i più conosciuti e apprezzati al mondo il quale ci racconta, con evidente grande passione e competenza, del trattamento che riserva alla mozzarella di bufala dal momento del suo arrivo fino all’utilizzo in fase di cottura.
Una serata curiosa, appetitosa, intelligente, nella quale il territorio campano è stato rispettato e gratificato, non solo con la pizza, ma anche con un abbinamento di vini campani.




















