“Adesso vi manca solo di fare lo spumante!…” è questa la scintilla che nel 2005 ha innescato il desiderio, quasi una scommessa, di pensare alla produzione di un metodo classico a base di Sagrantino.
Una scommessa che ha comportato lo studio e l’adeguamento dei processi produttivi. Ma una scommessa che ha portato Scacciadiavoli ad essere ad oggi l’unico produttore di metodo classico con questo vitigno, conosciuto piuttosto per struttura, potenza e tannicità e difficilmente “pensabile” da ritrovarsi nel bicchiere come bollicina.
Indubbiamente un vino che non nasconde il suo carattere. Un tannino che prova a ricordarci la sua presenza, ma – a mio avviso – una bolla interessante, a partire dalla versione Brut, dai suoi 36 mesi sui lieviti e con l’immediatezza di un vino pronto ad accompagnare un aperitivo o ad aprire un pranzo a base di pesce.
C’è anche una versione Rosè, 24 mesi sui lieviti, 100% sagrantino. Un vino che esprime in modo ancora più completo tutti i sentori tipici del sagrantino, al punto tale che potremmo pensare a questo metodo classico anche per accompagnare qualcosa di più sostanzioso come carni bianche o anche un formaggio.
Ma il percorso di Scacciadiavoli e del suo metodo classico è andato oltre. Esiste anche una versione Pas Dosè che viene lasciata sui lieviti per 10 anni. Una prova di forza che nel calice esprime meravigliosamente il suo carattere, con i lieviti che lasciano il segno e una struttura decisamente diversa rispetto ai due vini base.
Una cantina che produce vino fin dal 1884. Più di cento anni storia che si possono facilmente respirare passeggiando nella cantina di Scacciadiavoli…




















