Sono veramente disgustato, e sto cercando di trovare una spiegazione a quanto sta accadendo. Forse la gravità di un fatto “diversamente umano” è inversamente proporzionale al valore del prodotto e del territorio? Se sono pomodori nel foggiano è grave ma se accade in vigna no?
Aspetto da giorni qualche articolo, qualche reazione da parte del mondo del vino, dei produttori, della stampa di settore, ma vedo solamente piccole tracce di generica informazione (…è solo una mia impressione?)
“La colpa è delle cooperative”.
Ma guarda un po’ su un territorio che vale qualche milionata di euro ad ettaro io dovrei credere che si lascia tutto in mano a una cooperativa…
“…è un caso isolato“.
E allora isolatela questa gente, facendo nomi e cognomi.
Si sa cosa è accaduto, si sa più o meno dove, non si sa a casa di chi. Massima omertà a tutela di un prodotto “prezioso” mi verrebbe di dire. Invece di prendere le distanze da chi lascia spazio a certa gente, si preferisce volare basso.
Tra un evento, una degustazione, una masterclass e un press tour, tra una storia e un post, le bastonate non trovano posto, e non si trovano le risposte. Spero di sapere, un giorno, chi sono i produttori. Lo spero, per avere la possibilità di bannare i loro vini dai miei calici, dai miei articoli, dai miei post.
E magari sulle loro etichette mi scriveranno pure che sono bio ed ecosostenibili…




















