Penso che ormai sia chiaro che per me Marsala non è solo una località, ma un luogo di continue scoperte ed esperienze al quale in qualche modo resterò sempre legato. Un luogo dove ho potuto scoprire alcuni dei vini che più mi emozionano.
Ma al Vinitaly 2024 ho avuto modo di scoprire un nuovo aspetto di Marsala: quello di Cantine Bianchi.
E’ dalla visione di Leone Bianchi che inizia la storia di questa Azienda, con l’acquisto del Baglio Woodhouse, attuale sede della cantina. Una storia iniziata con il trasporto del vino, per poi cambiare, diventando fornitore di alcol per i produttori di Marsala, fino alla realizzazione, nel 1955 della prima distilleria siciliana.

Dal primo brandy siciliano all’Amaro Segesta, passando per fino ad arrivare ai recenti prodotti di Alchimia Siciliana, e al più noto GinSale prodotto “con un pizzico” di sale marino di Marsala.
Una storia che parte da lontano, una tradizione rispettata ma con l’approccio “moderno” che caratterizza l’operato di Claudio Bianchi, attuale titolare dell’Azienda. Scelte coraggiose ma premianti, senza nulla togliere a quella territorialità che rende Marsala, ancora una volta, e in un modo diverso, un posto unico del quale è possibile solo innamorarsi.
Io posso concludere semplicemente dicendo che lo scoprire questa azienda (in particolare il loro Gin Sale, che ho trovato semplicemente spaziale per la facilità con cui si lascia bere), mi ha convinto ancora di più che dovrò tornare il più presto possibile a Marsala a riscoprire la bellezza di un luogo che a mio avviso ancora non ha la luce che meriterebbe.




















