Gli “Under” di Wining.it non potevano non esserci. Sto parlando della Rome Future Week, un evento diffuso che ha invaso la capitale con quasi 400 eventi, questa volta distribuiti su otto aree tematiche. Potevamo mancare noi di Wining Giovani? Ovviamente no.
Il desiderio però era quello di fare qualcosa di diverso, qualcosa che come nello spirito della nostra Associazione, puntasse ad attrarre gli under 25 e, allo stesso tempo, potesse contribuire in qualche modo alla crescita enologico-culturale di noi Generazione Z.
Il nostro ragionamento è stato semplice: partire da quello che vediamo intorno a noi e da ciò che ci comunicano i media.
“Bere responsabile”. Ma cosa vuol dire bere responsabile? Se io nel calice mi ritrovo un Gin Tonic, fresco e dissetante, tendo a mandarlo giù pensando più alla mia compagnia che a quello che ho nel bicchiere. Per non parlare poi del vino: già è difficile trovare un coetaneo con un calice di vino in mano, figuriamoci se possiamo avere l’ambizione di vederlo soffermare su una analisi visiva e olfattiva.
Il nostro progetto, nell’ultimo anno è stato quello di allenare i nostri coetanei a mettere il naso nel vino e a ricercare profumi e sentori ai quali, vivendo in città, non siamo abituati. A questo punto scatta l’idea: perché non provarlo anche con gli spirits?
Proviamo con il Gin. Proviamo a pensare a una sfida (che poi sfida non è e non è stata) tra Vino e Spirits. Ed è così che abbiamo pensato ad una degustazione nel nostro stile, estesa agli Spirits.
L’evento si è svolto iniziando con un minimo di riscaldamento olfattivo, indovinando l’essenza messa sul tavolo. Poi una degustazione basata su vini dai descrittori particolari – Sauvignon Blanc, Riesling, Gewurztraminer, Syrah – poi, dopo un intermezzo gastronomico preparato da Riccardo, titolare del Ristorante Gusta e chef per l’occasione, siamo passati a mettere il naso nei Gin.
Tre shottini con un London Dry Gin con botaniche umbre (Aquamirabilis), uno con “botaniche di palude” (Bufalo) e uno truffaldino sul quale abbiamo messo in palio lo zainetto della Rome Future Week. Truffaldino in quanto l’anomalia da indovinare riguardava il Tanqueray Alcool Free.
Tirando le somme… sembra che l’olfatto cominci a funzionare: l’80% dei partecipanti ha indovinato l’essenza posizionata sul tavolo (anche il gesso!), ma la soddisfazione più grande è stata far provare il Gin assoluto, senza la tonica, e far capire che le differenze ci sono, sia nel naso che ne gusto.
Sarà sufficiente a fare in modo che i miei coetanei comincino a pretendere qualità invece di ingoiare qualunque cosa gli versino nel bicchiere? Penso di si. Un po’ per volta e con fatica, ma ce la faremo…




















