Dalle origini medievali al relais contemporaneo, l’incontro “Soste di Pietra” ha celebrato le radici e l’evoluzione di una delle più affascinanti residenze umbre.
Secoli di ospitalità, cultura e fascino senza tempo per Locanda Palazzone, la storica dimora immersa nella campagna orvietana che ha celebrato il suo 20esimo anniversario di apertura al pubblico. Una storia che affonda le sue radici nel 1300, a seguito della fondazione per volere del cardinale Teodorico di Ranieri, in occasione del primo Giubileo: la Locanda nacque infatti come hospitalis, ovvero come rifugio per viandanti e pellegrini diretti a Roma, conservando ancora oggi i caratteri architettonici tipici dei palazzi orvietani del tardo Duecento. Un passato fortemente legato alla cultura dell’accoglienza, ancora oggi custodito tra le sue mura antiche, che ha reso la Locanda uno dei più grandi esempi di ospitalità autentica e rurale.
L’incontro celebrativo “Soste di Pietra – Il Palazzone sui cammini della storia”, ospitato da Palazzo Coelli (Orvieto) e realizzato grazie al patrocinio della Fondazione CRO, di ISAO Istituto Storico Artistico Orvieto, di Slow Food Umbria e del Comune di Orvieto, ha offerto un vero e proprio viaggio nel tempo tra i secoli di storia dell’edificio. Dall’architettura medievale, alle vicende dei pellegrini fino alla tradizione gastronomica contadina, l’evento ha messo in scena un racconto corale attraverso gli interventi di studiosi, accademici e amici storici della Locanda.
“Questo anniversario ha rappresentato per noi un momento di profonda riflessione – hanno raccontato Cristina e Giovanni Dubini, proprietà di Locanda Palazzone – in cui abbiamo voluto ricordare, ancora una volta, che la vera ospitalità si lega al rispetto della terra e della sua cultura rurale. Siamo rimasti molto colpiti dal notevole numero di partecipanti e dalla ricchezza delle connessioni create, che hanno spaziato dall’architettura medievale fino alla storia e al cibo dei pellegrini. In questo senso la Minestra del Pellegrino, che entrerà a far parte del menu della Locanda, rappresenta un filo conduttore che rinnova, nel presente, lo spirito del passato contadino di questa terra”.
Tra i momenti più preziosi dell’incontro c’è stata infatti la presentazione della Minestra del Pellegrino, una ricetta semplice e genuina, tratta dal Registrum Coquine del 1400 scritto da Johannes Bokenheim, cuoco alla corte di Papa Martino V, che ha riportato in tavola i sapori dei viandanti medievali, rievocando la dimensione rurale che da sempre rende unica questa terra. A seguire, la proiezione “Tra vigne e cammini”, il video racconto della storia della dimora, dalle opere di restauro fino all’apertura al pubblico, che ha trasmesso la vera essenza di Locanda Palazzone: un ponte tangibile tra passato e presente dove storia, natura e arte dell’accoglienza convivono in perfetta armonia.




















