Sulle tracce di Mario Soldati: da Roma a New York il viaggio che riscopre il primo grande narratore del gusto italiano

C’è stato un tempo in cui raccontare il vino, il cibo e i territori significava soprattutto fermarsi ad ascoltare. Molto prima dei social network, degli influencer e dei format costruiti per durare pochi secondi, Mario Soldati aveva già intuito che il vero racconto enogastronomico nasceva dalle persone, dai paesaggi e dalle storie custodite dentro una trattoria o una cantina. Con il suo celebre “Viaggio nella valle del Po”, Soldati ha di fatto anticipato un modo di comunicare che oggi appare sorprendentemente moderno: autentico, umano e profondamente legato all’esperienza.

A centoventi anni dalla sua nascita prende così forma “Mario Soldati, il gusto di raccontare l’Italia”, un progetto promosso da Chiara Soldati, quarta generazione de La Scolca e cugina dello scrittore, insieme all’Associazione Mario Soldati, con il patrocinio di ITA – Italian Trade Agency, MASAF e Veronafiere Vinitaly. Un percorso itinerante che partirà da Roma per poi toccare Milano, New York e Londra, attraversando territori, linguaggi e culture del patrimonio gastronomico italiano.

Più che una celebrazione nostalgica, il format si propone come una riflessione sul presente della comunicazione del gusto. In un’epoca dominata da overtourism, contenuti veloci, intelligenza artificiale e storytelling standardizzati, l’approccio di Soldati torna infatti ad assumere un valore quasi controcorrente. La lentezza, l’osservazione, il rispetto dei luoghi e il rapporto diretto con le persone diventano strumenti per ritrovare autenticità in una narrazione sempre più schiacciata sull’immediatezza visiva.

Per questo motivo Mario Soldati può essere considerato, idealmente, il primo vero “content creator” italiano: non per la capacità di semplificare il racconto, ma per quella di trasformare il gusto in un’esperienza culturale, emotiva e popolare allo stesso tempo.

Il confronto romano, coordinato dalla giornalista RAI Anna Scafuri, ha riunito voci provenienti dal mondo della televisione, del vino e della cultura per interrogarsi sull’eredità contemporanea dello scrittore piemontese. Tra gli ospiti la Master of Wine Cristina Mercuri, la giornalista de Il Gusto Repubblica Manuela Zennaro, l’autrice televisiva Isabella Perugini, il docente universitario Stefano Carboni, l’autore TV Marcello Masi e Chiara Soldati.

“La sua modernità risiede nella libertà di espressione, nella capacità di rendere popolare ciò che era colto e viceversa, interfacciandosi con le storie in modo completamente umano”, ha spiegato Chiara Soldati. “È questa la chiave che ha reso grande il suo messaggio: il suo modo unico di guardare il mondo e di intendere il cibo e il vino come esperienza sentimentale, fondata nella lentezza a tavola, nel consumo moderato e nella ricerca dell’origine”.

Dopo il debutto alla Stampa Estera di Roma, il progetto farà tappa il 6 ottobre alla Fondazione Mondadori, per poi approdare il 26 ottobre a Vinitaly USA e concludersi il 18 novembre presso Casa Italia.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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