Che i romani fossero goderecci non ci sono dubbi. Ma che lo fossero fino a questo punto non me lo aspettavo proprio.
E’ un sabato pomeriggio, veniamo invitati ad una visita guidata nel cuore di Roma, esattamente alle spalle di Fontana di Trevi. La visita in programma è al Vicus Caprarius, un piccolo museo (credo di poterlo definire così) posizionato esattamente sotto all’Harry’s Bar di via dei Crociferi. E attenzione, quando dico “sotto”, intendo veramente sotto in quanto al museo di accede da una scalinata interna del bar.
Roma è la mia città, e penso che non sarà possibile riuscire mai a visitarla tutta, così come penso al sentimento di stupore e sorpresa che ogni volta questa città riesce a suscitare in me quando scopro qualcosa di nuovo. E questa è una di quelle occasioni.
Ad accoglierci è Lorenzo Dell’Aquila, direttore di questo piccolo gioiello ristrutturato dalla proprietà e messo a disposizione dei visitatori (oltre tutto con un biglietto di ingresso veramente irrisorio). scendiamo le scale e davanti a noi si apre uno scenario a dir poco meraviglioso. Siamo infatti in presenza di una delle stazioni dell’Acqua Vergine, vale a dire dell’acquedotto che di fatto alimenta molte delle principali fontane della città. Un capolavoro di ingegneria, mi sentirei di dire, e una visita da non perdere, ma poiché siamo su Wining.it, mi sento in dovere di parlare di vino.
Al centro di questo sito archeologico c’è un pozzo. Un pozzo che nel tempo è andato in disuso ed è stato utilizzato come discarica. In questa discarica, tra i vari reperti rinvenuti, è stata trovata una bottiglia completa del suo sigillo. Vi invito a vedere il video, e a rendervi conto del fatto che, evidentemente, anche in tempi passati si beveva bene…




















