Ci sono due cose che stuzzicano la mia curiosità quando si parla di Val D’Aosta. Una è la loro capacità di gestire vigneti letteralmente arrampicati su pendii a di poco complicati anche da percorrere a piedi. La seconda è la diversità dei vini e dei vitigni che ogni giorno mi trovo ad apprezzare sempre di più.
La Source è una azienda che si trova al centro della regione. Peccato non averla scoperta nell’ultimo mio viaggio valdostano eno-golfistico. Però, grazie all’amicizia di Lionella Genovese di Eleganza Veneta ho avuto modo di farmi una chiacchierata con Stefano Celi, ma soprattutto ho avuto l’opportunità di far transitare 😊 nel mio calice “cose diverse” dal solito. E si sa, io sono un curioso.
Nove ettari circa tra i 600 e i 900 metri, vini prodotti solo con uve proprie e sia vitigni internazionali che autoctoni quali Petit Rouge, Fumin, Premetta, Cornalin e Vien de Nus. E’ su questi ultimi e sulla loro valorizzazione che concentro la mia attenzione.
Due li conosco. Premetta, Cornalin e Vien de Nus no. Ed è li che scatta la mia curiosità.
Sarà per il freddo di quei luoghi, ma se io dovessi trovare un aggettivo per questi vini li definirei “dinamici”. Mai banali e mai con un sorso stanco, con quella acidità di fondo che non disturba mai, anzi.
Mi piace anche spendere due parole per il loro bianco “Ensembolo”, un blend di Traminer 50%, Moscato 40% e Muller- Thurgau 10%. Lungo, leggermente aromatico, molto interessante se pensato in ottica gastronomica.
Prometto che tornerò in Val d’Aosta, anche perché il vostro agriturismo promette molto bene…




















