Si fa presto a chiamarlo prosciutto. Quella spagnola per il prosciutto è una forma di cultura che, arrivata a un certo punto, rasenta il concetto di arte.
Si taglia a mano, si serve a piccole lonchas, e a temperatura ambiente. Ogni parte di un “iberico” ha una sua identità – nome incluso – e un sapore ben preciso. E poi la classificazione, a seconda del tipo di provenienza e dell’alimentazione.
Insomma, nulla è lasciato al caso, neanche chi è “ufficialmente” autorizzato a tagliarlo. E’ per questo che evito di dire stupidaggini e, per capirne un po’di più, mi sono affidato a un breve ma intenso tutorial di Andrea Miele, Cortador Profesional dell’Associazione Nazionale Cortador de Jamon, con tanto di tesserino 🙂




















