La Calabria del vino apre il 2026 a Roma: a Palazzo Ripetta un viaggio tra identità, territori e futuro

Roma si conferma crocevia strategico per il racconto del vino italiano e, questa volta, a conquistare la Capitale è stata la Calabria. Nelle sale di Palazzo Ripetta è andato in scena “Calabria: la storia nel calice”, un appuntamento che ha riunito oltre 250 professionisti del settore per una degustazione che ha messo in luce il volto più autentico e contemporaneo dell’enologia calabrese, inaugurando simbolicamente il 2026 nel segno della qualità e della consapevolezza.

Al centro dell’evento, 96 etichette selezionate da ARSAC, capaci di disegnare un mosaico produttivo che attraversa l’intera regione. Dal Cirò al Cosentino, fino alla Locride, il percorso di degustazione ha restituito una fotografia coerente e articolata di una Calabria vitivinicola in piena evoluzione, dove la diversità dei territori diventa valore e racconto.

Protagonisti assoluti gli autoctoni, veri custodi dell’identità regionale. Gaglioppo e Magliocco hanno confermato il loro ruolo centrale nella definizione dei rossi calabresi, mentre il panorama dei bianchi – dal Mantonico al Pecorello, dal Greco Bianco allo Zibibbo – ha mostrato una sorprendente versatilità espressiva, tra interpretazioni classiche, versioni spumantizzate e passite. Un itinerario che ha saputo unire costa ed entroterra, tradizione e ricerca, intercettando l’interesse di un trade romano sempre più attento e curioso verso le produzioni del Sud.

Roma, ancora una volta, si è rivelata una piazza sensibile e recettiva, un mercato chiave capace di riconoscere il valore di vini che affondano le radici in una storia antica ma parlano un linguaggio attuale. Un dialogo che, secondo le istituzioni regionali, rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio.

«L’incontro di Roma è stato davvero importante», ha sottolineato Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria. «Ci ha permesso di consolidare il dialogo con i professionisti che contribuiscono alla diffusione dei nostri prodotti nel principale mercato nazionale. Questo appuntamento è un punto di partenza: il calendario 2026 ci vedrà presenti nelle principali manifestazioni di settore, in Italia e all’estero, con l’obiettivo di continuare a promuovere un’identità riconoscibile e distintiva, vero valore aggiunto dei nostri vini».

Accanto al vino, spazio anche al racconto gastronomico. Gli abbinamenti firmati dalla chef calabrese Federica Di Lieto hanno accompagnato la degustazione con una selezione di salumi tradizionali, formaggi stagionati, fichi, cedro, bergamotto e altre eccellenze agroalimentari, restituendo il carattere deciso e solare della cucina regionale. Un dialogo virtuoso tra calice e piatto che ha rafforzato l’idea di una Calabria capace di proporsi come sistema, dove vino e cibo diventano espressione di un’unica, forte identità.

Calabria: la storia nel calice” ha così confermato come il racconto del vino calabrese passi oggi da una maggiore consapevolezza dei propri territori e dei propri vitigni, ma anche dalla capacità di guardare avanti. Un percorso che parte dalle radici e trova a Roma una vetrina privilegiata, pronta ad accogliere una regione che, calice alla mano, continua a sorprendere.

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Redazione

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