Pitti Taste 2026: a Firenze il racconto contemporaneo del gusto italiano

Dal 7 febbraio 2026 Firenze torna a essere il centro gravitazionale del gusto italiano con Pitti Taste, la manifestazione firmata Pitti Immagine che, anno dopo anno, racconta l’evoluzione del food & beverage di qualità attraverso le sue espressioni più autentiche, innovative e identitarie.

Negli spazi della Fortezza da Basso, Taste 2026 si prepara ad accogliere produttori, buyer, giornalisti e appassionati in un percorso che va ben oltre la semplice esposizione. Qui il cibo diventa linguaggio culturale, racconto di territori, sintesi di tradizioni antiche e visioni contemporanee.

Come da tradizione, protagonista assoluto sarà il Made in Italy gastronomico: piccole e medie realtà artigianali, aziende familiari, interpreti del gusto che fanno della qualità, della ricerca e della sostenibilità i propri tratti distintivi. Accanto alle eccellenze consolidate, Taste continua a essere un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze, sui linguaggi emergenti del gusto e sulle contaminazioni tra mondi diversi: dalla cucina al design, dal vino agli spirits, fino all’alta artigianalità alimentare.

Per il mondo del vino e dei distillati, Taste rappresenta un palcoscenico particolare. Non una fiera tecnica in senso stretto, ma un luogo di dialogo con un pubblico colto, curioso, internazionale. È qui che il prodotto incontra lo storytelling, che l’assaggio si intreccia con il racconto del territorio, che l’identità di un’etichetta si misura con la capacità di emozionare e di farsi ricordare.

Il valore di Pitti Taste sta anche nella sua capacità di creare connessioni. Incontri, talk, degustazioni guidate ed eventi collaterali trasformano Firenze in una città-laboratorio del gusto, dove il confronto tra produttori, comunicatori e operatori del settore genera visioni, idee e nuove traiettorie di sviluppo.

Per Wining.it, Taste 2026 è un appuntamento imprescindibile. Un luogo in cui osservare da vicino come cambia il racconto del cibo e del vino, come si evolvono i linguaggi, quali valori emergono con forza nel dialogo tra tradizione e futuro. Un’occasione per ascoltare storie, cogliere segnali, dare spazio a quelle realtà che fanno del gusto un atto culturale prima ancora che commerciale.

Dal 7 febbraio, Firenze torna a parlare la lingua del gusto. E come sempre, sarà una lingua fatta di mani, territori, visioni e passione.

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Immagine di Sara Calimari

Sara Calimari

Curiosa ed eccentrica per natura, vedo nel vino la più alta forma di espressione culturale: ogni calice racconta una storia, legata indissolubilmente alla terra da cui nasce. Per me degustare è come leggere un libro: lo faccio con umiltà, cercando di restituire al vino la sua voce più genuina. Professionista nella comunicazione e sommelier Ais, organizzo eventi e guido masterclass, oltre che scrivere per riviste di settore e testate giornalistiche specializzate nel mondo del vino. Terza classificata al Concorso Miglior Sommelier Ais della Toscana 2025, continuo a studiare, ascoltare e raccontare il vino, con la stessa passione del primo giorno.

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