Il 24 e 25 ottobre la seconda edizione di Borgo Eccellenze Vinicole Italiane. Cantine selezionate da Luca Gardini, masterclass, degustazioni e un programma diffuso nel centro storico. Tra gli obiettivi, accendere i riflettori anche sulla Valtiberina come territorio del vino.
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Sono circa le sette del 10 agosto quando la strada comincia a salire verso Cantine Fina. La luce ha già perso la durezza del giorno e sulla Sicilia occidentale si posa quella tonalità calda che precede il tramonto, quando il sole sembra rallentare apposta prima di consegnarsi al mare. Dalla collina lo sguardo corre lontano, verso lo Stagnone, le saline, le isole Egadi che interrompono l’orizzonte, sospese nella foschia luminosa. (altro…)
Per anni il mondo del vino ha vissuto una convinzione quasi religiosa: il vino doveva essere il centro della conversazione. Le fiere parlavano di vino. Le degustazioni parlavano di vino. I produttori parlavano di vino. I comunicatori parlavano di vino. (altro…)
Ogni crisi ha bisogno di un colpevole. Il mondo del vino sembra aver trovato il suo: i giovani. «La Generazione Z non beve.» «I ventenni preferiscono i cocktail.» «Non hanno…
«Ma tu lo sapevi già di fare uno dei migliori rossi del mondo?»
«Sì, io sono partito proprio con questa idea.»
(Tratto da “Manteniamoci giovani, vita e vino di Emidio Pepe”) (altro…)
Ci sono luoghi che si comprendono soltanto quando qualcuno ti racconta come sono stati immaginati.
Perché una vigna, prima ancora di diventare vino, è sempre un atto di fiducia. È il gesto di chi osserva una collina ancora silenziosa e riesce già a vedere i filari, di chi guarda il mare e immagina che, un giorno, quel vento entrerà nel carattere di un calice. È una promessa fatta al tempo. (altro…)
«Abbiamo sbagliato noi.»
Ci sono parole che non nascono dalla mente, ma da un punto molto più profondo. Parole che arrivano prima del filtro, prima della forma, prima, persino, della volontà di dirle. (altro…)
Ho nella mente l’immagine di Michele Lorenzetti che si china, raccoglie una manciata di terra, la stringe nel palmo per poi osservarla assorto mentre la lascia scorrere lentamente tra le dita. Nessun gesto teatrale, nessuna ritualità ostentata, solo un movimento preciso, quasi istintivo, di chi quella terra non la osserva da fuori, ma la conosce nella sua grammatica più intima. È in quel momento, molto più che nelle parole, che ho iniziato a capire cosa significhi davvero fare biodinamica a Gattaia. (altro…)
Quando si pensa a un territorio, spesso la mente corre immediatamente a un vino che ne rappresenta l’anima più autentica. È il riflesso di un’identità costruita nel tempo, il risultato di un dialogo silenzioso tra uomo e natura. Più raro, invece, è che il nome di un vino o di un territorio evochi immediatamente quello di un produttore. (altro…)
Ci sono uomini che fondano movimenti e poi ci sono uomini che cambiano il vocabolario con cui una civiltà guarda sé stessa. Carlo Petrini è stato questo: non soltanto il padre di Slow Food, ma l’uomo che ha costretto il mondo a riconsiderare il significato profondo del mangiare. (altro…)
C’è una frase che, per chi è nato tra Firenze e le sue colline, non è soltanto una canzone ma una specie di richiamo del cuore: “La porti un bacione a Firenze”. Odoardo Spadaro la scrisse nel 1937 pensando alla nostalgia di chi si trovava lontano da casa, ma ancora oggi quelle parole sembrano raccontare il legame quasi viscerale che unisce Firenze alla sua terra. (altro…)
Ci sono storie che non nascono in un laboratorio, ma attorno a un tavolo. Hanno il suono morbido della sfoglia tirata a mano, il profumo pieno del ragù che sobbolle piano e quella luce sospesa delle domeniche italiane, quando tutto rallenta e sembra restare lì, per un attimo in più. (altro…)