C’è un filo prezioso che lega il mondo del vino lombardo alla solidarietà: si chiama “L’Olimpo dei Vini Lombardi”, un progetto che nasce con un obiettivo nobile — raccogliere fondi per sostenere la ricerca contro la fibromialgia.
Promosso dall’associazione Terra e Sapore, di cui fa parte anche il giornalista Riccardo Lagorio, “L’Olimpo dei Vini Lombardi” è un percorso che unisce cultura del vino, territorio e beneficenza. Non un semplice evento, ma un vero e proprio concorso che, attraverso una selezione capillare dei migliori vini della regione, porterà nel marzo 2026 a una grande asta solidale in programma a Rovato, in provincia di Brescia.
Il progetto prende ispirazione anche dal legame con Milano-Cortina 2026, creando un ideale “Olimpo” in cui il vino lombardo celebra il suo valore identitario. I vini in gara sono suddivisi in sei categorie: bianchi, rossi, rosati, metodo classico, charmat e passiti.
A giudicare le etichette, una giuria composta da dieci commissari, selezionati con un criterio originale: cinque professionisti del mondo del vino — sommelier, ristoratori, gestori di enoteche — e cinque consumatori appassionati, scelti tra coloro che vivono il vino semplicemente come piacere quotidiano. Una doppia visione che permette di interpretare le etichette in modo autentico e trasversale.
Il percorso di selezione è già in corso e ha toccato diverse tappe significative del territorio. I vini passiti sono stati valutati a Volta Mantovana. I rosati a Puegnago del Garda. I bianchi in Valle Camonica, presso l’Osina. A breve sarà la volta dei rossi, con una sessione in programma a San Colombano al Lambro, in provincia di Milano.
Alla conclusione di tutte le sessioni, verranno selezionate le migliori trenta etichette lombarde. Queste, nell’evento finale di Rovato, verranno battute all’asta, con un ricavato destinato interamente alla ricerca contro la fibromialgia. Un’asta speciale, dove a contendersi i vini non saranno solo appassionati e collezionisti, ma anche coloro che vogliono contribuire a una causa importante.
«Vogliamo che le migliori bottiglie della Lombardia possano diventare un simbolo concreto di solidarietà» spiega Riccardo Lagorio. «Non c’è modo migliore per unire la cultura del vino al desiderio di fare del bene».




















