Veniamo da Lanzarote, e Bodegas Monje è a un passo dall’aeroporto di Tenerife Nord. Veniamo dall’estate e con un solo volo di 40 minuti siamo passati a un pieno inverno. Ma tanto oramai ci siamo abituati: quando c’è un vulcano di mezzo, a nord è inverno e a sud – a non oltre 30 chilometri di distanza – è estate.
Pochi chilometri e siamo da Bodegas Monje, tappa suggerita da Alejandro Besay, enologo de La Geria di Lanzarote.
Arriviamo all’ora di pranzo e con Alberto Monje decidiamo di posticipare la visita al dopo pranzo. Rinvio più che gradito (auspicato direi) vista la bella posizione del loro ristorante, ma soprattutto dopo aver dato uno sguardo alla loro carta.
Quindi, dopo aver piacevolmente ingannato l’attesa con un “Cochino negro asado al horno de leña con chayota confitada dulce y majado de la tierra” iniziamo una visita con Alberto, enologo dell’azienda.
Come piace dire a me siamo “nell’altra Tenerife”, quella del nord, quella non cannibalizzata da urbanizzazioni capaci di avvilire il fascino di un’isola. Quella fatta di tradizioni e, ancora una volta, di aziende di famiglia. Aziende nelle quali le nuove generazioni – i Monje sono alla sesta generazione – decidono di continuare piuttosto che andarsene. Aziende nelle quali, come carinamente mi fa notare Alberto, i viticoltori non sono necessariamente over 60…
Però, della vigna, della cantina e dei vini di Bodegas Monje, vorrei lasciar parlare il video, lungo ma scorrevole. A me piace invece soffermarmi sulla esperienza a 360° che Alberto mi ha fatto incontrare. Dal food alla vigna, passando per una cantina piena di storia, per poi passare in un’area destinata ad accogliere arte e spettacoli. E poi il Wine Club, con uno spazio riservato ai soci per mettere in cantina le loro bottiglie.
E, sempre nel club, uno spazio nel quale realizzare degustazioni ed eventi nell’ambito della loro iniziativa “Wine&Sex”…. Un approccio geniale, di quelli che permettono di “scarrocciare” rispetto al solito modo di proporre vino. Leggo dal sito : Degustaciòn Enològica, Experiencia Eròtica (Con luces tenues y lujuria) e Festìn Gastronomico (Afrodisiacos y productos de mercado) serve aggiungere altro?
E poi il vino, con l’autoctono Listàn Negro protagonista e, per concludere, voglio usare una parola semplice ma significativa: Accoglienza. Quella che ho trovato in questa parte “vera” di Tenerife. Una tappa da non perdere, se vi piace il vino, se vi piace mangiare, se vi piacciono le cose belle, diverse, e fatte bene.




















