Dal Roero alla Luna: le bottiglie di Silvano Nizza dedicate agli astronauti delle missioni Apollo

Una fotografia fortuita, l’incontro con alcuni protagonisti dell’esplorazione spaziale e una collezione di Roero 2014 con le insegne delle missioni Apollo. A volte le storie più sorprendenti del vino nascono molto lontano dai vigneti. Quella di Silvano Nizza arriva addirittura sulla Luna.

Ci sono storie che non ti aspetti di incontrare entrando in una cantina. Soprattutto quando ti trovi nel Roero, un territorio che ha già moltissimo da raccontare attraverso i suoi paesaggi, i suoi vini e le persone che ogni giorno contribuiscono a conservarne l’identità. Eppure, tra le bottiglie custodite da Silvano Nizza, ce ne sono alcune che sembrano appartenere a un altro mondo. E, in un certo senso, è proprio così.

Allineate una accanto all’altra, portano sulle etichette i simboli delle missioni Apollo, i nomi degli astronauti e i soprannomi con i quali alcuni di loro erano conosciuti. Non sono semplicemente bottiglie celebrative, ma i ricordi di un incontro piuttosto improbabile tra la viticoltura piemontese e alcuni protagonisti di una delle più straordinarie avventure del Novecento: la conquista dello spazio.

A raccontarci come sia nata questa curiosa collezione è lo stesso Silvano Nizza. E la cosa più divertente è che, almeno inizialmente, gli astronauti non erano affatto una sua passione.

“Non sapevo praticamente niente degli astronauti e di quelle missioni. Non ero neppure particolarmente interessato“, ammette sorridendo. Poi, come spesso accade nelle storie migliori, è intervenuto il caso.

Tutto comincia con una fotografia. Al Worden, astronauta della missione Apollo 15, viene immortalato con una bottiglia di vino di Silvano Nizza tra le mani. Un episodio apparentemente marginale, che finisce invece per aprire la strada a una serie di incontri e a un progetto decisamente fuori dall’ordinario.

Silvano ha così l’opportunità di conoscere tre astronauti delle missioni Apollo, nell’ambito di iniziative organizzate in Italia per raccontare l’esplorazione lunare e mostrare testimonianze di quelle spedizioni. Insieme all’organizzatore degli incontri nasce l’idea di realizzare alcune bottiglie dedicate ai protagonisti di quell’epoca.

La scelta cade su un Roero 2014, trasformato per l’occasione in una particolare collezione commemorativa. Le etichette riproducono i simboli delle missioni spaziali e richiamano i singoli astronauti, compresi alcuni dei soprannomi utilizzati tra colleghi. Osservandole, si incontrano nomi che appartengono alla storia dell’esplorazione spaziale, da Alan Bean a Edgar Mitchell, da Alan Shepard a Buzz Aldrin.

Ma c’è un dettaglio che rende questa storia ancora più singolare: quelle etichette, racconta Silvano, sono state realizzate con l’autorizzazione della NASA: “Non puoi utilizzare liberamente i simboli delle missioni Apollo sulle etichette. Ho avuto l’autorizzazione e le etichette me le hanno fatte loro, con i diversi simboli e i soprannomi degli astronauti“, spiega, mostrando una collezione che conserva con evidente soddisfazione.

È un particolare tutt’altro che secondario. Perché trasforma quello che avrebbe potuto essere un semplice omaggio alla storia dello spazio in una testimonianza concreta dei rapporti personali nati intorno a quelle iniziative. E oggi, a distanza di anni, quelle bottiglie sono ancora lì, custodite gelosamente. Alcune portano anche gli autografi degli astronauti. Nessuna particolare intenzione di stapparle, naturalmente.

“Sono contento di averle. Le tengo lì e sicuramente sono bottiglie che non verranno mai aperte“, racconta Silvano, con la semplicità di chi considera quella collezione soprattutto un bel ricordo.

In fondo, è proprio questo l’aspetto più affascinante della vicenda. Un vino nato sulle colline del Roero, espressione di un territorio profondamente legato alla propria storia agricola, diventa il punto d’incontro con uomini che hanno partecipato a una delle imprese più ambiziose dell’umanità. Due mondi apparentemente lontanissimi, accomunati, almeno per un momento, dalla curiosità e dalla capacità di creare relazioni.

Visitando il Roero si scopre continuamente quanto il valore di un territorio non sia racchiuso soltanto nei suoi prodotti, ma anche nelle storie delle persone che lo abitano. Alcune parlano di tradizioni familiari, di vigne e di vendemmie. Altre, imprevedibilmente, portano molto più lontano. Quella di Silvano Nizza ci ricorda che una bottiglia di vino può custodire qualcosa che va ben oltre il suo contenuto. Persino un piccolo frammento della storia dell’esplorazione spaziale.

E che, qualche volta, per scoprire un legame con la Luna non serve alzare gli occhi al cielo. Basta entrare in una cantina del Roero.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.