Due rossi fuori dagli schemi: viaggio tra Frappato e Cerasuolo di Vittoria

Quando si parla di vino rosso italiano, spesso ci si muove tra nomi noti e territori già battuti. Eppure, basta spostarsi un po’ più a sud – in Sicilia, nella zona di Vittoria – per scoprire due vini che riescono a sorprendere per freschezza, carattere e bevibilità: il Frappato e il Cerasuolo di Vittoria.

 

Quella organizzata dall’ Enoteca Regionale Siciliana sede Sud-est e Vittorio Ferla, è una occasione che non mi sono voluto perdere per mettere il naso in due dei vitigni da me preferiti, in particolar modo con l’avvicinarsi del periodo estivo.

Il Frappato è un vino rosso siciliano che mi sento di definire con un carattere “leggero e vivace”. Si presenta con un colore piuttosto chiaro e con profumi che ricordano la frutta rossa fresca, come ciliegie e fragoline, ma anche note floreali e talvolta un tocco speziato. Quello che mi colpisce sempre è la sua facilità di beva. Ha un gusto fresco, pulito, con tannini appena accennati e una leggerezza che lo rende perfetto in tante occasioni. È un vino che non pretende di essere complesso o impegnativo – e credo sia proprio questo il suo punto di forza.

Personalmente, trovo che il Frappato sia un vino da apprezzare proprio quando resta fedele a sé stesso: semplice, diretto, sincero. Quando non cerca di essere “più grande” o più strutturato di quello che è, riesce a dare il meglio. È quel rosso che puoi aprire senza pensarci troppo, anche leggermente fresco e che, a tavola, ha la capacità di mettere d’accordo tutti.

Il secondo round di questa masterclass, ha presentato il Cerasuolo di Vittoria, un blend che nasce dall’unione tra il Frappato e il Nero d’Avola. Il primo il quale ha il compito di apportare profumi e freschezza, il secondo struttura e profondità. Il risultato è un vino più ricco rispetto al Frappato in purezza, ma sempre equilibrato e mai pesante. La frutta è più scura e matura, la speziatura più pronunciata e il sorso è più pieno. È un rosso che si adatta bene anche a piatti più saporiti, ma resta molto piacevole da bere, senza eccessi.

Mi piace pensare a Frappato e Cerasuolo di Vittoria come due espressioni di una Sicilia meno ovvia, che sa parlare di leggerezza, eleganza e rispetto del territorio. Non sono vini da meditazione o da grandi occasioni – e per me va benissimo così. Sono vini da bere, da condividere, da godere senza troppe spiegazioni. In un panorama del vino spesso dominato da potenza e intensità, questi due rossi offrono un’alternativa più fresca, autentica, e profondamente legata alla terra da cui nascono.

Interessante, poi, sentir parlare di “Vino Mesopotamico“. Una espressione nasce dal soprannome dato alla zona del vino di Vittoria, in Sicilia sud-orientale, chiamata anche “la Mesopotamia del vino siciliano”. La parola Mesopotamia significa letteralmente “terra tra due fiumi” e, allo stesso modo, l’area vitivinicola di Vittoria si trova tra due fiumi locali, l’Ippari e il Dirillo, ed è proprio da qui che nasce il parallelo.

Se non li avete ancora provati, vi consiglio di farlo. E magari, come è successo a me, potreste scoprire che un Frappato semplice, ben fatto, può regalare una esperienza alternativa, diversa, rispetto ad altri rossi “importanti”.

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Immagine di Maurizio Gabriele

Maurizio Gabriele

Fondamentalmente un curioso. Programmatore e sistemista pentito, decide di virare in modo netto verso il mondo della comunicazione, caratterizzato da progetti decisamente più stimolanti. Attratto dalla cucina sia come forma di espressione che di nutrimento e, inevitabilmente, dal vino. Sommelier dal 2018. In giurie internazionali dal 2020. Editor e Co-founder di TheUnique. Writer per passione. Entusiasta per scelta di vita.

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