Credo da sempre che il modo migliore di proporre un prodotto o un luogo sia quello di pensarlo come una “experience”. Vivere un prodotto o una attività in modo immersivo ha un’altra efficacia. Godere di un prodotto o di una qualunque situazione, accompagnati da una storia ha sempre un altro fascino.
E’ per questo che qui, su Wining.it, tendiamo a non parlare del vino o del cibo in modo tecnico. Quello che ci affascina sono le storie, il carattere di un produttore e il suo approccio, così come quello che noi abbiamo provato e proviamo in una determinata esperienza.
Conoscere ciò che abbiamo nel calice o nel piatto è un requisito fondamentale. Credo che non sia sufficiente districarsi tra aggettivi e “sentori” per descrivere quello che i nostri sensi percepiscono. Facile da descrivere ma difficile da immaginare. Ancor meno da replicare, visto che la componente soggettiva ha sempre la sua rilevanza.
E’ per questo che a me piace parlare di esperienza, e una esperienza si può raccontare anche senza tecnicismi, con il piacere di condividerla anche con chi tecnico non è.
Vinea Lucens è una esperienza che (finalmente) mette a frutto quelli che sono i valori del nostro territorio. Se la tua vigna ha “l’onore” di essere attraversata da un tratto dell’Appia Antica, trovo estremamente intelligente ed efficace farci emozionare con un percorso notturno fatto di storie, immagini e si, immaginazione.
Siamo a ridosso dei Castelli Romani, nei 54 ettari di Parvus Ager, e troviamo Silvana Lulli, rappresentante della quarta generazione di vignaioli della famiglia Lulli, ad accoglierci nell’Aia (forse improprio definirla tale, ma mi piace pensarla così) antistante il vigneto.
Balle di fieno come sedute e una tavola “attrezzata” con i loro prodotti.
Giusto il tempo di aspettare che faccia buio (facendo aperitivo nell’adiacente ristorante “Stazione Mole”) e siamo pronti, con tanto di cuffie ad intraprendere un percorso in vigna, fatto di luci, suoni e storie.
E’ una esperienza da fare, non da raccontare. Posso provarci con foto e video, ma l’emozione vera è calcare al buio, il lastricato della via Appia Antica, pensando anche solo per un momento a quanto è passato su quelle pietre qualche secolo fa.
Finiamo il giro. Un’oretta più o meno. Ci dissetiamo con acqua. Poi con il Vermentino Parvus Ager di cui Silvana va fiera.
In un colpo solo abbiamo preso contatto con una azienda, con i suoi vini, con il suo territorio, con la storia, con Roma. In modo immersivo. Questo è quello che intendo quando parlo di “esperienza”.




















