Cosa spinge una chef stellata a “insidiarsi” in un borgo di 40 anime nell’Alto Lazio? E’ una domanda che mi sono sempre posto e alla quale continuavo a cercare una risposta.
Iside De Cesare, de “La Parolina” ha una stella Michelin, ma una stella io ho il piacere di assegnargliela anche per il suo garbo, per la sua disponibilità e per l’amore per la sua terra.

Certo, aprire qui è stato un gesto di coraggio, ma evidentemente ripagato da quello che oggi Iside e il suo ristorante rappresentano. Il territorio la fa da padrone. Il suo caviale non è caviale ma lenticchie di Onano lavorate in modo tale da sembra tale. Le erbette, quelle che ti inebriano fin dal primo scalino del locale la fanno da padrone su tutti i suoi piatti.

Credo proprio che il punto di forza di Iside sia il suo indissolubile legame con questo posto. Un luogo che ti impone tranquillità, con un dehor che si affaccia su un panorama infinito, lo stesso che invece diventa un quadro all’interno della sala, con le sue grandi vetrate capaci di incorniciare tramonti difficili da replicare.
Le idee sono chiare, le sue proposte altrettanto, così come è intatto il suo entusiasmo per quella che Iside ama definire la sua “meravigliosa avventura”.




















