Ci voleva Oro Whisky Bar a scuotermi da un tardo pomeriggio a dir poco singolare.
Sto parlando di una giornata nata strana, con una nottata strana e la giornata stessa dal clima piuttosto rigido. Una accoppiata che suggeriva un finale di giornata a dir poco casalingo…ma invece no, ho un invito al quale non posso mancare.
Mi faccio coraggio e decido di “riscaldarmi” con una tisana. Stefania compera delle cialde di camomilla (si, esiste anche in cialde…). Ne sparo una ma esce poca roba. Ne mando una seconda e una terza e inizio a sorseggiare.
Fin qui tutto normale, fino a che però Stefania non mi dice “ma sono con la Melatonina!”. Azz, e dire avevo giĂ sonno…
Mi metto in scooter, ben vigile (garantisco), ma appannando più volte la visiera con sbadigli vari, al punto che poi decido di alzarla per prendere aria fresca sul viso. Quindi arrivo, a viale Giotto 1, all’Aventino.
Per fortuna non ho ceduto alla pigrizia. Oro Whisky bar è uno di quei posticini nei quali vale la pena fare un salto. Lo chiamo affettuosamente “posticino”, ma forse sarebbe più giusto chiamarlo “cassaforte”. Quello che trovi dentro a Oro Whisky Bar è decisamente impressionante.
Del resto Andrea Fofi ha un passato (e un presente) nel Whisky di grande rilievo. Fondatore del Roma Whisky Festival e di altre iniziative, quello di Andrea con il Whisky è un rapporto molto intimo.
Però, se devo dire, quello che mi è piaciuto di più è la filosofia del locale. I cabinet in stile londinese (una sorta di spazio privato per custodire le proprie bottiglie) e l’attenzione per forma e comunicazione. Andrea presenta la sa nuova Drink List, ma lo fa lavorando su un concept.
Il tema di questo menu è il numero 4. Dai 4 anni di vita del locale ai punti cardinali passando per Henry Potter, le Olimpiadi, le stagioni e chi più ne ha più ne metta. Ogni cocktail una scheda, e tutte le schede raccolte in un elegante packaging. Ma come se non bastasse, ci sono anche le sorprese sui bicchieri. Ne proviamo due, uno per Apollo, un cocktail base Moonshine servito in un bicchiere strutturato per riproporre le fasi lunari man mano che si beve, e un Phelps – e qui gioco in casa visto che è dedicato a un nuotatore – servito in una bicchiere stampato in 3D che riproduce la torcia olimpica.
Tanta creatività , forma, stile. Poi però se si vuole andare all’essenza delle cose, Francesco Cimaglia, bartender del locale, lo trovi pronto e reattivo. Chiudiamo la serata con un Nature e con un sorso di Old Fashioned rubato dal bicchiere di Gianni Travaglini.
Le ricette dei cocktail le ho saltate. Andate da Oro Whisky Bar e provatele “live”.
Una cosa è certa. L’effetto della melatonina è stato trionfalmente annullato…




















