Essendo cresciuta in Sudafrica e avendo vissuto vicino ad alcune delle migliori regioni vinicole del mio Paese – da Montagu alla Constantia Valley di Città del Capo, fino alla Durbanville Wine Valley – posso affermare con sicurezza che il vino sudafricano, e più in generale l’intero comparto vitivinicolo del nostro Paese, ha qualcosa di speciale.
Non soltanto per i riconoscimenti che conquista o per la popolarità di cui gode a livello internazionale. Del resto, viaggiatori provenienti da tutto il mondo raggiungono le nostre splendide regioni vinicole per assaggiare ottimi vini e sperimentare la calorosa ospitalità sudafricana. C’è però anche qualcosa di più: un senso di passione e di orgoglio profondamente radicato nel mondo del vino sudafricano.
In questo articolo voglio raccontare che cosa rende l’enoturismo sudafricano diverso, persino ai miei occhi: quelli di una sudafricana, residente a Città del Capo da oltre dieci anni e travel blogger, con la fortuna di vivere a poca distanza da alcune delle più importanti regioni ed aziende vinicole del Sudafrica.

Un enoturismo costruito sulla passione personale e su un orgoglio profondo
Forse dipende dal modo in cui le nostre aziende vinicole rendono omaggio al passato, guardando al tempo stesso con consapevolezza a un futuro più sostenibile. Oppure dal fatto che oggi le wine farm sudafricane si presentano come destinazioni aperte a tutti: sono lontani i tempi in cui le tenute erano luoghi destinati esclusivamente ai puristi del vino.
Oggi le aziende vinicole sudafricane offrono luoghi in cui rilassarsi – molte propongono straordinarie soluzioni di ospitalità per viaggiatori e visitatori – una gastronomia eccellente, che spazia dal più informale dei caffè o dal piccolo bistrot accogliente fino a ristoranti fine dining sorprendenti, e soprattutto un insieme eterogeneo di persone che vivono e respirano i vini che producono, promuovono o semplicemente amano bere.
Per loro non si tratta soltanto di un lavoro o di un piacevole passatempo. È parte della loro passione, del loro modo di vedere il mondo e dei loro obiettivi di vita. E spesso l’obiettivo è molto semplice: promuovere o vivere uno degli aspetti più positivi e affascinanti del Sudafrica, i suoi vini.
Vivere l’enoturismo sudafricano da appassionata di vino e viaggiatrice
Anche se non ho ancora avuto il piacere di viaggiare all’estero, ho avuto molte bellissime conversazioni con appassionati di vino che lo hanno fatto. Li ho sentiti raccontare con entusiasmo i magnifici vini del Sud della Francia o l’importanza storica dell’esperienza della degustazione in Grecia. Nel tempo libero ho inoltre letto racconti dedicati ad altre importanti regioni vinicole, come quelle del Canada, dell’Argentina o degli Stati Uniti, per citarne soltanto alcune.
Eppure sembra esserci un elemento sul quale molti di questi racconti e articoli pubblicati online concordano: le aziende vinicole e le degustazioni non funzionano esattamente allo stesso modo nel resto del mondo e in Sudafrica.
Molti amici e conoscenti mi hanno raccontato che, in diversi casi, le aziende vinicole internazionali e le loro degustazioni rimangono maggiormente legate a metodi produttivi tradizionali, approcci più formali o alla semplice vendita in cantina. A volte mi hanno fatto notare come possa mancare quella naturale cordialità e quel generoso senso dell’ospitalità che caratterizzano le wine farm sudafricane.
In Sudafrica, ad esempio, una degustazione di vino non è semplicemente un’esperienza strutturata, seduti a un tavolo ad assaggiare e annusare il contenuto di un bicchiere. Le nostre degustazioni hanno molto di più da offrire, tra cui:
- interessanti abbinamenti con il vino, che possono spaziare dal gelato aromatizzato al fynbos ai formaggi locali, dai taglieri di salumi fino a specialità profondamente legate alla cultura e alla tradizione sudafricana, come biltong, bobotie o roosterkoek;
- esperienze particolari all’interno delle aziende vinicole, dal Franschhoek Wine Tram allo Stellenbosch Wine Tractor, fino al tour delle cantine di Constantia proposto dal City Sightseeing Cape Town, senza dimenticare safari tra i vigneti e percorsi in bus, durante i quali l’avvistamento della fauna, i panorami sulle montagne e sull’oceano o le visite guidate contribuiscono ad arricchire ulteriormente l’esperienza;
- degustazioni pensate anche per le famiglie, in cui persino i più piccoli possono partecipare con succhi d’uva e dolci;
- la possibilità di ammirare opere di artisti locali, visitare piccole gallerie o addirittura esplorare musei sorprendenti, come il Glass Museum di Glenelly o il Wine Museum di Babylonstoren.
Ciò che personalmente amo di più delle nostre degustazioni è però la sensazione che nessuna esperienza sia mai identica a un’altra, così come nessuna azienda offre esattamente le stesse cose. Questo vale persino quando si torna a visitare una tenuta già conosciuta, perché ogni esperienza e ogni degustazione riescono a essere nuove, particolari o comunque capaci di insegnare qualcosa.
Si impara come vengono coltivate le uve e prodotti i vini, come il cambiamento climatico possa modificarli – perché, a volte, una maggiore quantità di pioggia può essere una benedizione oppure un problema – come il luogo e la regione influenzino il vino, ad esempio attraverso la differenza tra clima fresco e clima caldo, e quanta dedizione e resistenza siano necessarie per produrre anche una sola bottiglia di vino sudafricano.
Si scopre inoltre come le nostre wine farm funzionino sempre più come vere e proprie destinazioni, e non semplicemente come luoghi in cui fermarsi per acquistare vino. Ci sono picnic estivi, musica dal vivo, eventi informali, esperienze di raccolta – come l’annuale Citrus Festival di Boschendal – attività dedicate alle famiglie, possibilità inaspettate di osservare gli animali selvatici, escursioni, passeggiate nella natura, percorsi per mountain bike, magnifici giardini, straordinarie esperienze gastronomiche, diverse formule di ospitalità e molto altro ancora da scoprire.
I modi in cui il vino sudafricano lascia il segno
Sono proprio questi elementi a rendere l’enoturismo sudafricano così dinamico.
Sono le persone che dedicano la propria vita alla produzione del vino, quelle che viaggiano in tutto il mondo per presentare e raccontare i nostri vini, oppure persone come me, che vivono i vini e le aziende vinicole del Sudafrica da semplici appassionati e preferiscono concentrarsi sull’esperienza, sulle conversazioni spontanee e sui ricordi speciali che rimangono molto tempo dopo aver assaporato l’ultimo sorso, anziché soffermarsi esclusivamente sui numerosi premi, sulle dettagliate note di degustazione o sulle formalità che spesso accompagnano i grandi vini.
Per me l’enoturismo sudafricano è diverso perché non riguarda soltanto il vino. Si fonda piuttosto su una lunga storia vitivinicola – nella quale convivono gli aspetti positivi e quelli più complessi della storia del Sudafrica – su straordinarie esperienze nelle wine farm, sugli incontaminati paesaggi naturali sudafricani e, naturalmente, sulle persone calorose e accoglienti che rendono la nostra industria del vino così speciale.
Ed è proprio questo – insieme, naturalmente, ai nostri straordinari vini – che vorrei che viaggiatori e appassionati di vino provenienti da tutto il mondo potessero vivere in prima persona.









