Se amate il vino, se vi piace passeggiare tra i vigneti, insomma, se siete degli enoturisti, cercate subito un biglietto aereo per Lanzarote e concedetevi un break. Non ve ne pentirete.
Era a Roma, sinceramente non ricordo in quale manifestazione, che alla fine del mio giro nei vari banchi di assaggio, misi naso e bocca in un Orange Wine de “El Grifo”. Un vino che definii subito come intrigante. Qualcosa di diverso, sentori non incontrati in precedenza, un sorso estremamente lungo e il desiderio di volerlo provare e riprovare. Lo misi tra i miei tre preferiti del 2023, e forse è per questo che il primo appuntamento “canario” l’ho fissato a El Grifo.
Lanzarote è un’isola molto particolare. Un’isola che a differenza delle altre isole Canarie ha cercato di mantenere la sua identità. Un’isola nella quale la tua testa deve essere pronta a passare in pochi chilometri da un porticciolo super romantico dominato dall’azzurro, a un paesaggio lunare dominato dal nero. Da una spiaggia nella quale passeggiare all’infinito in balia del vento, a una urbanizzazione nella quale ti ritrovi a cenare ma che decidi di evitare la sera dopo.
A Lanzarote si fa il vino. Quando la terra da marrone comincia a diventare nera, iniziano le “Bodegas”. A El Grifo ci vado subito. Ad un appuntamento che rischiava di saltare per loro impegni ho replicato con un blitz appena sceso dall’aeroporto.
Terra nera, muri bianchi, un meraviglioso giardino di piante grasse alla nostra destra. Alberelli piantati nelle spaccature della lava. E poi una reception molto elegante e una accoglienza che ti fa capire che qui l’enoturismo è una cosa seria.
Minerva è a nostra disposizione, e ci accompagna in un tour fatto di storia a curiosità. E’ molto brava, e mi dispiace che non abbia il desiderio di apparire in video. Mi dispiace ancora di più adesso che ho montato il video rivivendo quella visita. A proposito, Minerva, quando leggerai questo articolo sappi che ho faticato molto a non girare la telecamera…
Qui il vino si fa da tempo. Peccato che non sia così facile trovare vini canari qui a Roma….
Dopo il tour passiamo al banco.
L’Ancestrale è da ricordare. L’ Orange resta uno dei miei preferiti, e soffro a non potermene portare via una cassa.
Curioso anche venire a conoscenza del loro vitigno Vijariego, un vitigno piantato vicino alla Malvasia per allontanare i conigli, che non sopportano il suo odore….
Il resto lo trovate sul video. Lungo, ma a mio avviso interessante per capire meglio di una zona che, probabilmente, conosciamo poco.




