Definirla cantina è una semplificazione utile a dichiarare la sua prima finalità ma in realtà il suo ruolo abbraccia anche altri ambiti, sia sul piano dell’attività vinicola sia su quello simbolico di un genius loci stratificatosi in oltre sei secoli di storia familiare e fiorentina. La cantina Antinori nel Chianti Classico è un sogno realizzato, e inaugurato nel 2012, dopo 7 anni di lavori, dal Marchese Piero Antinori, figura chiave del cosiddetto Rinascimento del vino italiano, padre di Super Tuscan come Tignanello e Solaia e recentemente Maestro dell’Arte della Cucina Italiana, e la sua famiglia, che ha portato a termine il progetto di questa monumentale architettura che “rappresenta simbolicamente la sintesi tra sei secoli di tradizione familiare e la continua spinta all’innovazione, incarnando un ‘ponte’ lanciato verso le generazioni future”.
Il ritorno alla campagna
Fino all’inaugurazione di questo capolavoro di architettura contemporanea il centro nevralgico e propulsore dell’azienda vitivinicola era il palazzo fiorentino di famiglia, paradigma della costruttiva rinascimentale, eretto tra il 1461 e il 1469 da Giuliano da Maiano, e acquistato dalla famiglia Antinori nel 1506. Storico edificio, sito in piazza Antinori, proprio al principio di via Tornabuoni, che per oltre 500 anni è stato anche il quartier generale dell’azienda. Oggi il Marchese Piero, con le figlie Albiera, Allegra e Alessia e i loro figli, alcuni dei quali già impegnati in azienda, hanno lasciato all’antico palazzo il suo primario ruolo di storica residenza di famiglia.
Un’ardita, avveniristica architettura
Circa 49mila metri quadri (su un’area di 12 ettari), progettata da Archea Associati per mimetizzarsi nella collina. Si estende in profondità per circa 22 metri con un fronte visibile di 170 metri per 7,5 metri d’altezza. Si trova nella frazione di Bargino del comune di San Casciano in Val di Pesa, in provincia di Firenze e dall’esterno la sua struttura appare assai poco invadente, in simbiosi com’è con la collina che la ospita. Emergono soltanto due lunghe fenditure orizzontali nel terreno, un tetto ricoperto da una vigna e un parcheggio che diventa un affaccio panoramico sul Chianti Classico, uno scorcio rasserenante di questo speciale territorio vinicolo. Unico elemento davvero emergente, una scala elicoidale di collegamento, che pare abbracciare la parte esterna e visibile della cantina, ma la gran parte del complesso è ipogeo.
L’interno al primo impatto richiama valori estetici di un design architettonico contemporaneo. Una scala a chiocciola, ampia e scenografica, collega i vari livelli della cantina, la terrazza-tetto con la profondità sotterranea dell’architettura.
La barricaia, luogo deputato all’affinamento dei vini, cuore pulsante della cantina, evoca invece gli stilemi di una cattedrale rinascimentale, con i vasti spazi e le alte volte a botte. Lo spazio è progettato per una vinificazione che avviene per gravità e favorendo una conservazione ottimale del vino, unendo estetica e necessità produttive. La scelta dei materiali di costruzione richiama l’identità territoriale a partire da un generoso uso del cotto e del legno, che entrano in relazione con il corten, un acciaio di bell’effetto brunito.
Ma se ‘la cattedrale’ rimanda un’atmosfera di fascino silente, quasi sacrale, diverso è il clima del resto dell’edificio, ravvivato da molta luce che filtra dalle ampie vetrate che illuminano le aree relative agli uffici e quelle dedicate all’accoglienza.
Antinori Art Project
A conferma dello stretto rapporto della famiglia con l’arte, nel 2012, contestualmente all’inaugurazione della cantina, è stato dato vita ad “Antinori Art Project”, piattaforma d’arte contemporanea seguita da giovani e brillanti curatrici, che hanno coinvolto artisti di riconosciuta fama internazionale nella realizzazione di opere che poi sono state dislocate in sedi esterne e interne alla cantina creando così un’esposizione permanente in continua crescita. Opere site-specific firmate da artisti molto implicati con i temi attuali come Sam Falls e Yona Friedman o maestri di provenienza più strettamente pittorica quali Stefano Arienti di cui si può ammirare un altorilievo che si connette simbolicamente, in una sorta di dialogo mai interrotto con la celebre Resurrezione di Cristo di Giovanni della Robbia.
E c’è anche un luogo che pare voler stigmatizzare l’identità, la continuità e la tradizione della Famiglia Antinori: un’area museale che raccoglie e racconta la loro storia con dipinti antichi e altre opere, tra cui ceramiche dei Della Robbia.
Una visita immersiva
La visita alla Cantina Antinori nel Chianti Classico è un percorso alla scoperta dell’architettura ipogea, esplorando la produzione vinicola che termina con una degustazione di vini rappresentativi delle tenute Antinori. Visitabili anche l’Auditorium, spazio destinato ad eventi, conferenze e incontri, l’area museale e le zone di produzione.
Ristorazione e accoglienza
Il ristorante è adeguato al livello di questo luogo così speciale. Parliamo di Rinuccio 1180 che accoglie gli ospiti in un’ala coperta della terrazza. Il nome è riferito al capostipite della famiglia, quel Rinuccio degli Antinori che visse nel XII secolo e che già si interessava alla viticoltura nel Castello di Cambiate prima di trasferirsi a Firenze.
La brigata di cucina propone piatti del territorio rivisitati in chiave contemporanea, nella scia di una tradizione rinnovata. Ampie vetrate permettono di mangiare con veduta sul Chianti Classico. I vini delle tenute Antinori accompagnano un momento di forti contenuti toscani.
Via Cassia per Siena, 133 – località Bargino, San Casciano Val di Pesa (FI)
tel. 055 2359700 – visite@antinorichianticlassico.it – www.antinorichianticlassico.it










