chi siamo

Il mio core business è la comunicazione. Sono sommelier AIS dal 2018 ma ho piacevolmente “scarrocciato” anche verso i vini naturali con i corsi di Porthos, ma è mia abitudine rimanere “open”, senza precludermi alcuna strada. Per me quello che conta è la passione e l’immenso desiderio di crescere e studiare, sempre con la massima umiltà, possibilmente divertendomi e facendo divertire. Una passione che grazie alla collaborazione con gli amici di Vinodabere.it mi ha portato ad essere in giuria a due edizioni di Radici del Sud, a tre di Grenaches Du Monde e a due del Concours Mondial de Bruxelles. Nulla di cui vantarsi, ma solo un ulteriore stimolo a fare meglio. Sono pubblicista e fondatore-editore di TheUnique, una rivista dedicata al Made in Italy. Considero il vino quanto di più trasversale possa esistere sul pianeta e ho di conseguenza un sottile piacere per le “contaminazioni“: che si tratti di sport, spettacolo, giovani, basta che si parli anche di cultura e non solo di bere 🙂

Un ventitreenne strappato al mondo dello spettacolo 🙂 Terminata l’Accademia di Musical al Teatro Sistina ho continuato a recitare, cantare e doppiare, ma durante il lockdown sono stato “coinvolto” in degustazioni che hanno lasciato il segno (ho iniziato con Bordeaux del ’67 e tutti i Barolo di Vigna Rionda…). Laureato in Enologia all’Università di Firenze, continuo a frequentare i panel di Vinodabere.it partecipando alla compilazione delle loro guide. Ho raccolto la sfida di parlare (e non solo) di vino ai miei coetanei con un progetto che trovate su www.wining-giovani.it. Sono pubblicista e scrivo su www.theuniquemagazine.it. Porto comunque avanti le mie passioni alternandomi tra le attività da animatore con Veratour e – attualmente – una esperienza in cantina in Sud Africa. Una sfida dura ma intrigante. Comunque, spero che vino e spettacolo possano andare d’accordo: hai visto mai….

Sara è sommelier AIS e articolista specializzata in vino e territori. Laureata in Cultura e Stilismo della Moda, affianca all’attività di degustazione e divulgazione una costante produzione giornalistica per riviste nazionali di settore tra cui Wining.it, Vinodabere, Vendemmie, Milano Wine Week e Il Giornale di Viticoltura ed Enologia.

Nel 2025 è stata terza classificata al concorso AIS Miglior Sommelier della Toscana e al concorso Miglior Sommelier d’Italia del Vermentino. Conduce masterclass dedicate soprattutto alla Toscana e al Chianti Classico, con un approccio che unisce rigore tecnico e narrazione del terroir.

Considera il vino una forma di cultura viva: dentro ogni calice riconosce storia, identità e visione. Ed è proprio in questo spazio tra analisi e racconto che prende forma il suo lavoro di sommelier e critica enogastronomica contemporanea.

Sono Chiara, ho 26 anni e da un’anno mi sono trasferita nella Côte d’Or, in Borgogna.
Il mio percorso nel vino inizia quando avevo 19 anni. Sono originaria di Milano e dopo i miei studi in agraria ho fatto la mia prima vendemmia nel Chianti Classico in Toscana. Da lì ho trovato la mia passione e la mia strada, che non ho mai più cambiato. Ho vissuto in Toscana per cinque anni, dove ho lavorato come vice responsabile di cantina e conseguito il mio diploma WSET 3. Dopodiché ho deciso che era ora di viaggiare, quindi ho preparato le valigie e sono partita per fare la vendemmia prima in Argentina e poi in Sud Africa. Ho scelto il vino perché trovo che la vite sia la connessione tra l’uomo e la terra. Dove infatti suolo e clima sono la parte fondamentale per darne un’identità, mentre l’uomo rappresenta la storia, la cultura e la convivialità tra le persone. Ho scelto la Borgogna perché rappresenta questo per me: terroir unici nel mondo e una tradizione che sembra essere rimasta intatta negli anni. Qui ora ritornerò studentessa per un anno, dove inizierò un corso specializzato in viticoltura ed enologia.

María Laura Ortiz Chiavetta è una wine strategist, consulente per brand del lusso e autrice con base a Madrid. Nata a Mendoza, in Argentina — dove è cresciuta con i vigneti davanti agli occhi — da oltre vent’anni lavora nel punto d’incontro tra grandi vini, cultura del lusso e intelligenza sensoriale.

È fondatrice di Winifera, società di consulenza vinicola che affianca produttori premium in Argentina, Europa e Sudafrica, e di Winelux, piattaforma editoriale che esplora il vino attraverso le connessioni con il lusso, la moda, la profumeria e il design. La metodologia che ha sviluppato in oltre vent’anni di consulenza e partecipazione a giurie internazionali parte da un principio preciso: il vino non è semplicemente un prodotto, ma un sistema di valori, capace di parlare lo stesso linguaggio dell’alta gioielleria, della grande architettura e della musica.

I suoi incarichi istituzionali riflettono l’ampiezza di questa prospettiva: è Brand Manager per il Sud America del critico Tim Atkin MW, con il quale collabora da quindici anni; Academy Chair di The World’s 50 Best Vineyards; Country Ambassador dell’International Wine Challenge; Latin American Ambassador dei Golden Vines Awards e contributor di Wine-Searcher per la sezione Wine Voice. È Certified Sommelier presso la Court of Master Sommeliers, possiede un Diploma Level 4 del Grasse Institute of Perfumery e sta completando il WSET Level 4 Diploma in Wines. È inoltre Certified Wine Educator presso l’Association of Wine Educators del Regno Unito e membro della Guild of Food Writers britannica.

È autrice di The Luxury Pairing Method e di altri tre libri pubblicati. The Italian Pairing, la sua serie per Wining.it, rappresenta la prima applicazione editoriale della sua metodologia all’universo italiano del vino e del lusso. Ed è, in parte, anche un ritorno alle origini: la sua bisnonna, Angela Antoci, era siciliana.

Daria Kholodilina è un’educatrice del vino e organizzatrice di tour con base a Tbilisi, in Georgia. Originaria dell’Ucraina, vive in Georgia dal 2013 e da oltre dieci anni esplora e racconta la cultura vinicola del Paese. È coautrice di Vinologue Georgia, possiede la certificazione WSET Level 3 ed è stata riconosciuta come Georgian Wine Expert dalla Georgian Sommelier Association.

Attraverso il suo progetto Dariko Drinks Wine, scrive e insegna tutto ciò che riguarda il vino georgiano: le sue regioni, i vitigni, le tradizioni e soprattutto le persone che ne sono protagoniste, mantenendo allo stesso tempo uno sguardo attento sul più ampio panorama vinicolo internazionale.

Charlie Arturaola ama il vino da quando, ancora bambino, si nascose dentro una botte vuota durante i disordini scoppiati in occasione di una partita di calcio in Uruguay. Una storia fuori dal comune, proprio come la personalità che lo ha reso una figura riconosciuta a livello internazionale nel mondo del vino. Arturaola ha dedicato la sua vita a intrattenere, informare, servire ed educare persone di ogni parte del mondo alla cultura del vino.

Presenza abituale sulla scena internazionale, Charlie riesce a raccontare il fascino e la complessità del vino in cinque lingue: inglese, spagnolo, italiano, portoghese e francese. Una versatilità linguistica che gli permette di condividere la propria passione con pubblici molto diversi. La sua carriera ha alimentato anche la sua inesauribile voglia di viaggiare, portandolo a degustare e raccontare vini dalla Patagonia a Pechino.

Charlie vive il mondo del vino attraverso molteplici ruoli: sommelier, corporate wine director, docente, mentore, giudice, attore e presidente della propria società di consulenza e comunicazione specializzata nel settore vinicolo. È l’unico latino ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento Wine Communicator of the Year dell’International Wine and Spirits Competition.

È inoltre Chevalier de l’Ordre des Coteaux de Champagne, membro della Confraria do Vinho do Porto e membro attivo dell’Échansonnerie des Papes. Arturaola possiede una particolare capacità di avvicinare al vino le generazioni più giovani. Ha iniziato a formare la nuova generazione di sommelier e wine lover insegnando alla Johnson & Wales University e alla Lynn University, in Florida, attività che continua ancora oggi. È convinto che il futuro del vino dipenda anche dalla capacità di coinvolgere i giovani consumatori e portarli ad apprezzare pienamente i piaceri dell’enogastronomia e dell’enoturismo.

Come coproduttore e protagonista del docudrama El Camino del Vino (2010) — nel quale il suo personaggio perde il senso del gusto — Charlie ha aggiunto anche la recitazione alle sue numerose esperienze professionali. È inoltre protagonista della commedia italiana sul vino The Duel of Wine (2015), dedicata ai vini italiani e dei Paesi Baschi. Le sue serie televisive The Wine Guys e Uruguay Entre Viñas sono state trasmesse su piattaforme e canali come Amazon Prime, Hulu, Discovery Channel e Food Network, raggiungendo il pubblico in Europa, Asia, Nord America e Sud America.

Tra i suoi progetti attuali figurano un nuovo film dedicato agli effetti del cambiamento climatico sui vigneti, realizzato con Cactus Cine in Argentina, e un programma per NBC Universal/Telemundo in occasione della Coppa del Mondo, con protagonisti calciatori campioni e i loro vini del Sud Italia.

Più che un attore, Charlie ama definirsi un «soldato del vino», portando ovunque vada il suo entusiasmo contagioso per tutto ciò che appartiene al mondo vinicolo.

Charlie partecipa a eventi dedicati al vino in tutto il mondo. Il suo universo fatto di vino, gastronomia e viaggi può essere seguito sui social attraverso @CharlieWine.

Lisa Cardelli è una toscana purosangue che ha da sempre il pallino del vino in testa. D’altronde, avendo provato il suo primo bicchiere di Sangiovese alla tenera età di quattro anni, non poteva andare diversamente! Ormai ufficialmente adottata dalla terra dei canguri, dove vive dal 2010, Lisa ha lavorato come sommelier nella ristorazione di lusso per oltre un decennio, decidendo di lasciare la sala per inseguire l’agognato sogno del giornalismo. Dal 2022, da quando ha vinto il prestigioso titolo di Wine Communicators of Australia nella categoria ‘Miglior articolo pubblicato’ (categoria in cui è nuovamente arrivata finalista nel 2024), Lisa ha scritto numerose recensioni su Winepilot, per il quale contribuisce anche all’annuale guida dei vini del South Australia. I suoi articoli sono pubblicati da Halliday Wine Companion, Decanter, Qantas Travel Insider e Il Globo, dove ha anche lavorato in pianta stabile come giornalista per oltre un anno. Lisa è un’educatrice per il WSET, e oltre a condurre corsi a Melbourne, partecipa come giudice a vari concorsi locali di vino. Nel 2024 è stata selezionata dal prestigioso Len Evans Tutorial, considerato da molti uno dei programmi educativi più esclusivi al mondo

Sono una sommelier originaria del Kazakistan e il mio viaggio nel mondo del vino è iniziato quasi completamente per caso. Un giorno mia madre mi suggerì di frequentare insieme un corso base sul vino, semplicemente per capire meglio ciò che stavamo bevendo. Alla fine del corso, però, mi resi conto che il mondo del vino era molto più vasto, profondo e interessante di quanto avessi mai immaginato.

Durante il Covid mi sono trovata a un punto di svolta dal punto di vista professionale. Invece di ricominciare da capo in un settore che non mi appassionava più, decisi di ripartire da zero e dedicarmi a qualcosa che mi interessasse davvero. Quella scelta mi portò a Bordeaux, dove mi iscrissi a una scuola di vino e dove, alla fine, trascorsi due anni vivendo e lavorando.

Da Bordeaux, la mia carriera mi ha portata in Qatar, dove sono entrata a far parte del team di pre-apertura di un hotel durante i Mondiali FIFA. Lì ho aperto un wine bar e ho anche contribuito alla gestione del programma vini dell’hotel. Organizzavo serate dedicate al vino per i nostri ospiti e alcuni dei rapporti nati in quel contesto sono diventati molto più di semplici relazioni professionali. Ancora oggi sono in contatto con molte di quelle persone.

Poi è arrivata Dubai e, con essa, l’iconico Burj Al Arab. Era un livello operativo completamente diverso da qualsiasi cosa avessi sperimentato prima. Ogni giorno incontravo persone provenienti da ogni parte del mondo, con gusti, capacità di spesa, aspettative e conoscenze del vino molto differenti. Questa esperienza mi ha insegnato moltissimo, non solo sul vino e sul servizio, ma anche sulle persone e su quanto possa essere importante il rapporto tra un sommelier e un ospite.

Per me essere sommelier non ha mai significato soltanto conoscere il vino. Certo, la conoscenza è importante, ma alla fine lavoriamo con le persone. Mi piace trovare il vino giusto per la persona giusta, creare abbinamenti tra cibo e vino, raccontare la storia che c’è dietro qualcosa e, soprattutto, assicurarmi che l’ospite si goda davvero l’esperienza.

Allo stesso tempo, mi affascina molto scoprire ciò che accade dietro una bottiglia. Amo viaggiare e visitare le regioni vinicole, incontrare produttori e altri professionisti del settore, ascoltare le loro opinioni e le loro storie. Nell’ultimo anno la mia passione per i viaggi mi ha portata in Portogallo, Italia, Armenia, Georgia e Cina. Mi piace il fatto che, ovunque vada, trovi sempre persone, luoghi e vini che non conoscevo o che non avevo ancora scoperto: così questi viaggi finiscono sempre per diventare qualcosa di molto più di una semplice vacanza.

Un tempo dicevo sempre di essere una “persona da Bordeaux”. Bordeaux resta ancora oggi un luogo molto speciale per me, ma ormai non credo più di poter scegliere una sola regione o uno stile preferito. Più assaggio e più viaggio, più scopro cose che amo, anche se lo Champagne probabilmente resterà sempre una delle mie più grandi debolezze.

Il mio percorso nel vino è iniziato nel 2017 con un semplice corso frequentato per curiosità e, in qualche modo, si è trasformato nella mia professione e in una parte molto importante della mia vita. La cosa che amo di più è sapere che c’è sempre qualcos’altro da imparare, un altro luogo da visitare, un’altra persona da incontrare e un’altra bottiglia con una storia da raccontare.

Sono una sommelier e professionista del vino svedese e, nel corso della mia carriera, sono passata dalle sale dei ristoranti e dalle competizioni per sommelier ai vigneti, alle vendemmie e alle regioni vinicole di tutto il mondo.

All’inizio, il vino non era affatto una scelta professionale scontata. Sono cresciuta con i cavalli e lo sci a occupare gran parte delle mie attenzioni, ma ho iniziato presto a incuriosirmi al vino grazie alla famiglia e ai viaggi. Dopo aver lavorato nella ristorazione e trascorso diverse stagioni invernali a Verbier, in Svizzera, quella curiosità si è trasformata gradualmente in una professione.

Da allora ho lavorato come sommelier in ristoranti stellati Michelin, partecipato a competizioni per sommelier e dedicato molti anni all’insegnamento e alla comunicazione del vino. Per sei anni ho inoltre collaborato regolarmente con la televisione nazionale svedese come esperta di bevande.

Il desiderio di capire meglio ciò che accade prima che una bottiglia arrivi al ristorante mi ha portata, col tempo, anche in vigna. Ho studiato viticoltura presso la Swedish University of Agricultural Sciences, seguito un corso intensivo di vinificazione al Plumpton College, in Inghilterra, e partecipato a vendemmie a Meursault e, in diverse occasioni, nello Swartland, in Sudafrica. Recentemente ho inoltre conseguito il WSET Diploma.

Oggi sono responsabile marketing ed export di Thora Vingård e lavoro come Head Sommelier al Restaurant Flora. Far parte della giovane e rapidamente crescente industria vinicola svedese significa operare in una regione in grande fermento, dove il rapporto tra vigneto, cantina, ristorante e mercato è ancora in fase di definizione, giorno dopo giorno.

Ciò che è rimasto costante nel corso della mia carriera è la curiosità, insieme al desiderio di continuare a imparare. Ho sempre voluto che il vino fosse coinvolgente e accessibile e credo che la conoscenza debba rendere le persone più curiose, non meno. E se dovessi scegliere un solo vino da portare con me su un’isola deserta, sarebbe ’T Voetpad di Eben Sadie, dallo Swartland: un vino che amo tanto per ciò che esprime nel bicchiere quanto per la storia dello straordinario vecchio vigneto da cui nasce.

In un’intervista del 2014 mi fu chiesto dove mi sarei vista dieci anni dopo. Risposi che forse avrei prodotto vino da qualche parte, viaggiato per il mondo del vino oppure scritto di vino. Guardandomi indietro oggi, mi rendo conto che, in qualche modo, ho finito per fare parecchio di tutto questo.

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Federica Fucci, Roma – annata 1992, si è ritrovata con carta e penna alla mano, per la prima volta, nel 2006. Il suo percorso nasce dall’incontro di due mondi apparentemente diversi, ma legati dalla stessa attenzione per i dettagli: quello della letteratura e quello dell’enogastronomia. 

Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero, che le ha permesso di affacciarsi timidamente al mondo del vino fin da subito, ha conseguito una laurea in Lettere ed ha continuato a coltivare la scrittura prendendo parte a qualche concorso letterario, senza mai trascurare l’amore per i libri e la lettura. 

Dal 2019 è Sommelier F.I.S., proseguendo così anche il suo interesse per il vino, per la cultura che lo accompagna e per le storie che ogni bottiglia porta con sé, attraverso l’organizzazione di degustazioni, cene didattiche, serate di pairing. La parola chiave per la sua passione è “abbinamento”, con le sue numerose sfaccettature. 

Oggi porta avanti un percorso, ed un progetto, che attraversano letteratura, scrittura e cultura del vino, con la convinzione che spesso siano proprio i dettagli – una parola, un profumo, un luogo, un ricordo – a contenere le storie più interessanti.

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